Pesaro e Urbino, quasi 2mila tonnellate di rifiuti elettronici +5,5% in un anno

0
26

PESARO – Nel 2025 nelle Marche sono state raccolte oltre 9.400 tonnellate di rifiuti elettronici (RAEE), dato che colloca la regione stabilmente sopra la media nazionale per raccolta pro capite (6,36 kg per abitante contro i 6,07 kg dell’Italia). Un quadro complessivo in cui la provincia di Pesaro e Urbino gioca un ruolo di primo piano: nel territorio provinciale la raccolta ha raggiunto infatti 1.966 tonnellate, pari al 20,8% dell’intero volume regionale, registrando un balzo in avanti del +5,5% rispetto all’anno precedente.

Numeri che raccontano una tendenza evidente: grandi e piccoli elettrodomestici durano meno, vengono sostituiti con troppa facilità e generano una massa crescente di rifiuti complessi da trattare. Di fronte a questo scenario, la sede di CNA Pesaro e Urbino rilancia con forza la centralità della riparazione e della manutenzione come alternativa concreta e virtuosa al modello «usa e getta».

Le tipologie di rifiuto più diffuse restano i grandi elettrodomestici (R2), gli impianti di climatizzazione e refrigerazione (R1) e i piccoli apparecchi elettronici (R4): proprio quegli strumenti di uso quotidiano nelle abitazioni e nelle attività della provincia che spesso vengono rottamati senza valutare una diagnosi tecnica.

Ogni intervento di manutenzione eseguito evita l’immissione di nuovi RAEE nel ciclo dei rifiuti, riduce la richiesta di materie prime vergini e limita l’impatto energetico necessario per produrre apparecchi nuovi.

“Riparare significa allungare la vita degli oggetti – afferma Matteo Iacucci di CNA Installazione e Impianti Pesaro e Urbino – ed è il primo passo per contenere un problema che nel nostro territorio ha ormai dimensioni strutturali. Ma è anche una scelta conveniente: in molti casi, intervenire su un guasto ripristina la piena funzionalità dell’elettrodomestico con una spesa inferiore rispetto all’acquisto del nuovo. Secondo i dati del settore, le riparazioni più frequenti riguardano lavatrici, lavastoviglie e frigoriferi: apparecchi indispensabili, il cui recupero evita costi imprevisti e alleggerisce la pressione sui bilanci familiari”.

La riparazione non è solo una scelta sostenibile, ma un settore economico reale composto da professionalità e competenze radicate nei territori. Delle 111 aziende specializzate che operano nelle Marche, 25 imprese artigiane riparatrici sono attive nella provincia di Pesaro e Urbino.

“Sono imprese artigiane locali – continua Iacucci – che ogni giorno assistono le famiglie, valorizzano le competenze tecniche, riducono gli sprechi e garantiscono occupazione qualificata non delocalizzabile. Scegliere la manutenzione significa sostenere direttamente questo tessuto produttivo e rafforzare l’economia reale delle nostre comunità, dalla costa ai comuni dell’entroterra”.

“Per CNA Pesaro e Urbino – conclude Matteo Iacucci – la riparazione non è un semplice servizio, ma una scelta di responsabilità etica, sociale ed economica. Favorire la cultura della manutenzione in un territorio che produce quasi 2.000 tonnellate di RAEE all’anno significa costruire un modello di sviluppo più intelligente, sostenibile e vicino alle esigenze delle persone”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here