Collettivo Casamatta: “Il problema sicurezza non esiste. Mancano spazi politici e sociali gratuiti”

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PESARO – “Da giorni in città stiamo assistendo a un dibattito a dir poco surreale. Per via di qualche danno fatto da un gruppetto di ragazzi, si è sollevata un’ondata di indignazione collettiva del tutto fuori scala alimentata da giornali, social e – cosa più grave – istituzioni, col Sindaco in testa. Pesaro, stando ai commenti, sembrerebbe Gotham City! Nella realtà stiamo parlando di qualche cartello spaccato e poco più. La becera propaganda che ne è seguita si deve al fatto che il centrosinistra insegue il peggior populismo di destra sui temi della sicurezza. Così facendo, tra l’altro, questo centrosinistra, tutto chiacchiere e distintivo, regala solo assist clamorosi ai suoi presunti avversari. È anche vero che cavalcare la rabbia facile della gente è il metodo più veloce per distogliere l’attenzione dai veri problemi. Parliamoci chiaro: stiamo scrivendo da una città che solo due settimane fa è rimasta quasi quattro giorni di fila completamente senz’acqua in pieno agosto. Lo scontento generale era alle stelle e allora quale occasione migliore per spostare l’attenzione se non un video di tre ragazzi che prendono a calci dei cartelli? È molto più facile creare la gogna mediatica nei confronti dei giovani, piuttosto che andare a vedere le responsabilità politiche di un sistema creato per fare profitto sulla nostra pelle”.

“Dovremmo sapere benissimo quanto sia pericoloso quando parte il linciaggio mediatico sui social e sui giornali. Quante persone si sono viste rovinare la vita, devastate da attacchi online partiti dal nulla? Qui parliamo di ragazzi, alcuni anche minorenni. Persone vulnerabili che, per una bravata, sono diventate il capro espiatorio di tutti i mali di Pesaro, con il Sindaco che ci si butta a capofitto per raccattare consensi. E non dimentichiamo i tanti titoli di giornali pronti ad additare i ragazzi di origine straniera come unici responsabili (chissà di cosa poi), soffiando sul fuoco di un insensato e folle razzismo (questo sì, un problema reale di cui dovremmo occuparci). Fermiamoci un attimo, perché questo spettacolo è davvero indegno”.
“Noi vogliamo ribaltare la prospettiva e chiederci cosa c’è dietro a questi comportamenti. Poniamoci una domanda seria: cosa offre Pesaro a noi giovani? Siamo sicuri che queste situazioni non siano il riflesso di un problema enorme e generale, che riguarda la totale mancanza di spazi di aggregazione, di socializzazione e di condivisione che siano slegati dai soldi? Ci rendiamo conto che il Comune in pochi anni ha dimezzato i centri di aggregazione giovanile solo perché non rendevano a livello economico, e ha lasciato quei pochi aperti in condizioni sempre più precarie per via della costante penuria di risorse da utilizzare per garantirne il regolare funzionamento?”.
“I posti pubblici per noi, in una società che ha palesemente deciso di non investire sul nostro futuro, sono diventati mosche bianche. Qualsiasi posto dove puoi stare insieme agli altri è a pagamento: il bar, il circolo, il centro sportivo. Se non hai i soldi per pagare, sei fuori. Vieni emarginato, con tutto quello che ne consegue. È una società che ci vuole isolati ed esclusi, perché chi è da solo si controlla meglio. Ma noi a questa logica non ci stiamo”.
“Il “problema sicurezza” non esiste. Esiste un problema di spazi politici e sociali gratuiti che mancano, unito al fatto che noi giovani, mentre entriamo nel mondo degli adulti, non abbiamo mezza prospettiva per il futuro. Queste sono le vere emergenze, non quattro cartelli spaccati.
Rifiutiamo totalmente questa retorica politica ridicola e questa gogna pericolosa. Pretendiamo spazi di aggregazione sociale e politica che siano pubblici, aperti a tutti e slegati dalle logiche del profitto. Continuare a puntare il dito e a scandalizzarsi per singoli episodi, senza risolvere alla radice l’isolamento e la mancanza di futuro di una generazione, non serve a nulla. Il nostro Collettivo lavora, invece, affinché nascano e si strutturino nuovi spazi sociali in città, che possano essere luogo di reale confronto e crescita collettiva”.
Collettivo marxista Casamatta – Pesaro 
Foto di repertorio

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