Sanità, Vitri: “A settembre già esaurito il budget per le prestazioni convenzionate BioLab”

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Micaela Vitri, consigliera PD Regione Marche

MARCHE – «Risulta esaurito il budget per le prestazioni in convenzione del BioLab nella provincia di Pesaro e Urbino. Lo dice chiaramente il cartello esposto da un laboratorio.  Questa situazione – dichiara la Consigliera regionale Micaela Vitri – sicuramente riguarda anche altre strutture del privato convenzionato. Siamo appena all’inizio di settembre e la Regione deve spiegare come intenda garantire ai cittadini l’accesso alle prestazioni nei prossimi quattro mesi.

Vista la domanda crescente di prestazioni in convenzionamento per sopperire alle difficoltà gravi della sanità pubblica, il budget assegnato è fermo a diversi anni fà o è stato aumentato?

Dagli atti pubblicamente reperibili che ho esaminato – precisa Vitri – non emerge con sufficiente chiarezza quale sia il budget effettivamente assegnato a BioLab per il 2026, ovvero il tetto di spesa contrattualizzato. Un dato certo è quello contenuto nella DGR Marche n. 1183 del 3 agosto 2020, relativa agli accordi con i laboratori privati accreditati per il periodo 2019-2021. In quell’atto risultavano 394.978,58 euro per il Laboratorio BIO-LAB e 216.662,60 euro per Laboratorio BIOLAB-filiale, per un totale di 611.641,18 euro.Sicuramente oggi queste risorse sono insufficienti.

La domanda alla Giunta Acquaroli è quindi molto semplice: quanto avete assegnato a BioLab nel 2026 e perché a settembre il budget risulta già esaurito? E soprattutto, cosa intendete fare affinché i cittadini non siano costretti a pagare di tasca propria una prestazione che dovrebbe essere garantita dal Servizio sanitario?

La Regione Marche ha adottato nel 2026 diversi provvedimenti specificamente rivolti alla riduzione delle liste d’attesa. Con la DGR n. 1 del 12 gennaio scorso ha previsto, tra le altre misure, l’erogazione di prestazioni di specialistica ambulatoriale anche nelle giornate di sabato e domenica. Successivamente, con la DGR n. 885 del 13 luglio 2026, ha introdotto un sistema regionale di analisi e monitoraggio dei flussi prescrittivi della specialistica ambulatoriale.

La stessa Regione pubblica inoltre nel corso del 2026 i monitoraggi ex ante ed ex post dei tempi di attesa, attraverso l’Agenzia Regionale Sanitaria.

E allora – continua Vitri – emerge una contraddizione che la Giunta Acquaroli deve spiegare. Da una parte si adottano provvedimenti straordinari per aumentare le prestazioni e ridurre le attese; dall’altra, a settembre, risulta già esaurito il budget di una struttura accreditata alla quale si rivolgono i cittadini della provincia di Pesaro e Urbino.

La stessa BioLab informa pubblicamente gli utenti che la Regione assegna un budget per le prestazioni in convenzione e che questo budget può esaurirsi prima della fine dell’anno. In quel caso vengono fornite informazioni sulla disponibilità delle prestazioni e sui relativi costi qualora l’utente scelga il regime libero-professionale.

È esattamente qui che si pone il problema politico. Il cittadino che ha bisogno di un esame prescritto dal Servizio sanitario non può essere messo nella condizione di scegliere tra cercare un’altra struttura, attendere oppure pagare privatamente. Se vogliamo realmente ridurre le liste d’attesa, dobbiamo garantire capacità di erogazione delle prestazioni durante tutto l’anno.

A questo punto – incalza Vitri – chiederò con un atto in Consiglio regionale la situazione complessiva delle risorse destinate alla specialistica ambulatoriale convenzionata. Quindi l’importo esatto del budget delle varie strutture private convenzionate della provincia di Pesaro e Urbino per il 2026, gli accordi contrattuali vigenti, gli eventuali incrementi o rimodulazioni intervenuti durante l’anno, l’ammontare delle prestazioni già erogate in convenzione e la data in cui sono stati raggiunti i tetti di spesa.

Non basta annunciare aperture straordinarie il sabato e la domenica. La stessa Regione ha comunicato che il programma straordinario sulle liste d’attesa, dopo la prima fase conclusa a maggio, riprenderà dal 3 ottobre al 29 novembre 2026. Se contemporaneamente vengono meno spazi di erogazione delle prestazioni convenzionate, bisogna capire quale sia il saldo reale per i cittadini.

Il diritto alla salute – conclude Vitri – non può funzionare fino a esaurimento budget. Le liste d’attesa non si combattono con gli annunci: servono risorse adeguate, programmazione e prestazioni realmente accessibili per dodici mesi all’anno».

 

 

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