Nasce il Via Flaminia Festival: archeologia e arti performative uniscono sette comuni

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FANO – Sette Comuni uniti da un’unica strada, da una storia millenaria e dalla volontà di costruire una nuova esperienza culturale condivisa. Dal 13 settembre al 7 novembre 2026 si svolgerà la prima edizione del Via Flaminia Festival, il progetto che intreccia archeologia, arti performative e partecipazione per riscoprire l’antica via consolare come elemento fondante dell’identità del territorio.

Promossa dalla Rete Museale della Via Flaminia insieme ai Comuni di Fano, Acqualagna, Cagli, Cantiano, Colli al Metauro, Fermignano e Fossombrone, la manifestazione vuole restituire alla Flaminia la sua originaria funzione di spazio di connessione, attraversamento e scambio tra persone, territori e visioni del mondo.

«La Via Flaminia non è soltanto un’infrastruttura del passato, ma un elemento che ancora oggi unisce comunità, paesaggi e identità – dichiara il sindaco di Fano, Luca Serfilippi –. Questo Festival nasce dalla capacità di sette Comuni di lavorare insieme e trasformare un patrimonio condiviso in un progetto culturale contemporaneo. È significativo che il percorso inizi proprio da Fano, città nella quale la riscoperta della Basilica di Vitruvio ha rafforzato la consapevolezza del valore straordinario delle nostre radici. Dalla storia costruiamo una nuova occasione di conoscenza, partecipazione e promozione dell’intero territorio».

La prima edizione sarà dedicata alla romanità e al rapporto tra corpo, architettura, ritualità e paesaggio. Tra i principali riferimenti culturali del progetto figurano Marco Vitruvio Pollione e il suo De Architectura, insieme ad autori e immaginari legati all’età romana.

Il Festival si articolerà in sette tappe, ciascuna caratterizzata da un tema:

  • Fano | Misura | 13 settembre
  • Cantiano | Rito | 18 e 19 settembre
  • Fossombrone | Radici | 20 settembre
  • Colli al Metauro | Archetipo | 26 settembre
  • Fermignano | Spiritualità | dal 2 al 4 ottobre
  • Cagli | Memoria | 11 ottobre
  • Acqualagna | Nutrimento | 7 novembre

«Il Via Flaminia Festival propone un modo innovativo di conoscere e vivere il patrimonio, mettendo in relazione la ricerca archeologica con il teatro, la danza, la musica e il coinvolgimento diretto delle persone – afferma l’assessore alla Cultura, Lucia Tarsi –. La tappa inaugurale dedicata alla “Misura” trova a Fano il suo luogo naturale, grazie al legame profondo tra la città e Vitruvio. Il Festival rende la storia accessibile, viva e capace di parlare al presente, rafforzando nello stesso tempo la collaborazione tra i Comuni e la dimensione culturale dell’intero territorio attraversato dalla Flaminia».

Con il mese di settembre prende così avvio un articolato calendario di eventi e iniziative dedicati alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio archeologico di Fano. Un percorso che accompagnerà la città nei prossimi mesi e che acquista un significato ancora più rilevante nell’attesa dell’arrivo del disegno dell’Uomo Vitruviano.

Ogni appuntamento proporrà attività gratuite: percorsi sonori site specific con cuffie wireless, spettacoli di teatro, danza e musica, iniziative partecipative per famiglie e bambini e momenti divulgativi dedicati all’archeologia, alla storia del territorio e alla cultura materiale.

Il programma comprenderà anche esperienze conviviali legate ai grani antichi, al pane, al vino e alle pratiche agricole storiche. Patrimonio archeologico, arti performative e partecipazione collettiva si incontreranno così per offrire nuovi modi di vivere i luoghi attraverso il corpo, il movimento e la relazione tra le persone.

«Teniamo insieme archeologia e arti performative perché crediamo che i musei e i luoghi della cultura debbano essere vissuti – sottolinea Vanessa Lani, direttrice della Rete Museale della Via Flaminia –. Questi territori custodiscono un patrimonio di grande valore: farlo vivere attraverso linguaggi moderni e contemporanei significa renderlo più accessibile e generare nuove opportunità di sviluppo e di economia culturale».

Il progetto è realizzato con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ancona e Pesaro e Urbino, il sostegno della Regione Marche e il patrocinio dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.

«La Regione Marche ha finanziato una parte significativa di questa iniziativa perché crede fortemente nel valore delle reti museali e nella capacità dei territori di costruire percorsi condivisi – afferma Silvia Luconi, consigliera della Regione Marche con deleghe alla Cultura e alla valorizzazione del patrimonio culturale, al Turismo e alla promozione del territorio –. Fare rete non significa rinunciare a una parte della propria identità, ma amplificarne il valore, superando i confini comunali e adottando un approccio moderno alla cultura e allo sviluppo turistico. Il Festival della Via Flaminia rappresenta un esempio virtuoso di questa visione: mette in relazione comunità, patrimoni e risorse lungo un itinerario dalla straordinaria rilevanza storica. Fano, anche grazie alla riscoperta della Basilica di Vitruvio e all’impegno dell’Amministrazione comunale, sta valorizzando in modo eccellente il proprio patrimonio culturale. La Regione continuerà a investire con convinzione in questa direzione».

Lo sguardo è già rivolto al futuro: l’edizione 2027 sarà dedicata al Medioevo e alla Via Flaminia come linea di pellegrinaggio, attraversamento spirituale e connessione tra culture, con particolare attenzione alle influenze bizantine, alle pratiche del viaggio e alle forme di devozione che hanno attraversato il territorio marchigiano.

Il programma completo è disponibile sul sito viaflaminiafestival.com e sulle pagine social della manifestazione. Le attività possono essere prenotate attraverso Eventbrite.

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