PESARO – «L’emergenza idrica che ha lasciato Pesaro senz’acqua per oltre due giorni non è un incidente di percorso: è il segnale di un sistema che da troppo tempo vive al limite. E oggi non possiamo più permetterci né ritardi né divisioni.
Antonio Bianchini, segretario CNA di Pesaro e Urbino interviene sulla questione. “Lo diciamo con chiarezza: l’acqua non è un tema da gestire Comune per Comune, né da affrontare con logiche di campanile. È un bene essenziale, e come tale richiede una governance unitaria. Su questo condividiamo pienamente le parole del presidente dell’Aato, Massimo Berloni: non può esistere una provincia dove il servizio cambia a seconda del codice di avviamento postale».
Berloni ha ricordato un punto che dovrebbe essere scolpito nella discussione pubblica: da soli non si va da nessuna parte. Lo abbiamo detto anche noi come CNA, quando lo scorso febbraio – in tempi non sospetti – abbiamo organizzato un apposito convegno proprio per richiamare l’attenzione sulla fragilità del sistema idrico provinciale. Oggi purtroppo, quell’allarme è diventato realtà.»
«Gli investimenti sul relining della condotta principale sono finalmente partiti, e questo è un segnale positivo. Ma – secondo Bianchini – non basta. Il vero nodo è l’approvvigionamento: pozzi, bacini Enel, grande invaso. Tre strade, tutte percorribili, ma che richiedono una cosa semplice e finora assente: decidere. Non possiamo accettare che un’assemblea chiamata a deliberare su un tema vitale salti per mancanza del numero legale. Le imprese non possono pagare l’immobilismo.»
«Se gli investimenti necessari comporteranno un aumento delle bollette, è giusto dirlo. Le imprese lo sanno: la sicurezza di un servizio essenziale ha un costo. L’importante è che questo costo sia trasparente, equo e finalizzato a un miglioramento reale.»
«Come CNA Pesaro e Urbino – conclude Antonio Bianchini – chiediamo una cosa semplice: una regia unica, capace di superare frammentazioni e tatticismi politici. L’acqua non è un tema da campagna elettorale. È un tema di territorio, di sicurezza, di futuro. Per questo auspichiamo che la prossima assemblea Aato sia finalmente il luogo dove si decide. Senza assenze strategiche, senza veti, senza fughe in avanti. Le imprese, i cittadini e l’intera provincia non possono più aspettare.»















