MARCHE – “Leggendo la risposta formale della Giunta regionale alla mia interrogazione sui blackout telefonici e di rete nell’entroterra pesarese, c’è da rimanere sbigottiti. La Regione Marche alza le mani e dichiara la propria impotenza, sostenendo di “non avere competenze dirette” e riducendo il proprio ruolo a quello di un mero ufficio passacarte che raccoglie e organizza le segnalazioni dei Comuni per girarle ai gestori privati. Una resa burocratica inaccettabile di fronte ai disservizi vissuti da residenti, imprese e sindaci”.
A dichiararlo è la capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Marta Ruggeri, commentando il riscontro ufficiale firmato dall’assessore regionale alla Digitalizzazione.
“Nella risposta viene citato il caso del Comune di Pietrarubbia, emblematico dell’incapacità della Giunta di incidere sui tavoli romani: il Dipartimento per la Trasformazione Digitale ha infatti confermato che l’area è rimasta totalmente esclusa dai finanziamenti del Piano PNRR 5G. Che cosa ha fatto la Regione quando si decidevano le mappe dei finanziamenti? Nulla. Ha lasciato che le nostre valli venissero tagliate fuori dai bandi pubblici, per poi limitarsi oggi a fare da tramite passivo tra i Comuni isolati e i colossi delle telecomunicazioni”.
“A rendere il quadro ancora più paradossale è quanto sta accadendo all’interno della stessa maggioranza di governo in Consiglio regionale: mentre la Giunta ammette la propria inerzia, consiglieri di maggioranza hanno presentato nei giorni scorsi due distinte interrogazioni sullo stesso identico tema. Un atteggiamento politico surreale: anziché governare e pretendere soluzioni concrete dai propri assessori, gli esponenti di destra si mettono la casacca dell’opposizione per cercare di confondere i cittadini dell’entroterra. È un modo di fare comodo e incoerente: sono di maggioranza quando c’è da intestarsi i meriti o tagliare nastri, ma si posizionano all’opposizione quando le cose vanno male. Mi chiedo cosa risponderanno questi consiglieri quando l’assessore si presenterà in aula a dare loro la medesima risposta di scaricabarile fornita a me”.
“Risolvere il divario digitale e i blackout che bloccano persino i centralini dei Municipi, come accaduto a Borgo Pace, non si fa a parole o con interrogazioni fotocopia a uso e consumo dei giornali”, conclude Marta Ruggeri. “Servono azioni concrete: la Giunta la smetta di accampare scuse sui gestori privati e metta in campo un piano serio. I nostri cittadini e i sindaci dell’entroterra non hanno bisogno di un centralino che segnali i guasti né di una maggioranza che gioca a fare la finta opposizione, ma di un’amministrazione regionale che tuteli i loro diritti fondamentali”.














