Fano-Urbino, il Comitato Ciclovia: “Ferrovia turistica solo sulla carta”

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FANO – “La Fano-Urbino è, per legge, una ferrovia turistica?“. È la domanda da cui parte il Comitato Ciclovia del Metauro nel secondo intervento dedicato alla linea ferroviaria.

“Ammesso che la linea sia stata riattivata grazie a circa mezzo miliardo di euro trovati non si sa dove, servirebbe altro per far funzionare la ferrovia turistica”.

“Bisognerebbe innanzitutto trovare qualificati gestori in grado di garantire il regolare svolgimento delle corse nel rispetto delle prescrizioni dell’Agenzia Nazionale Sicurezza Ferroviaria, come prevede l’art. 6.2 della legge 128/2017; in particolare il limite di velocità di 30 km/h e, qualora mancassero moderni passaggi a livello, l’arresto del convoglio a ciascuna delle 97 interferenze stradali e la sua ripartenza “solo dopo aver verificato l’assenza di ostacoli sul binario e l’assenza dei transiti lato strada”. Inoltre, alla stazione di Urbino bisognerebbe utilizzare un altro mezzo per arrivare in centro storico; i viaggi sarebbero molto lunghi e il tempo per visitare la città ridottissimo o nullo”.

“Poi bisognerebbe convincere le persone a scegliere il treno turistico a Fano e non altri mezzi partendo da Pesaro, da dove con l’auto giungerebbero in poco tempo alle porte di Urbino trovando un ampio parcheggio; con la corriera di linea avrebbero ogni ora corse che partono dalla stazione dove si fermano quasi tutti i treni della Ferrovia Adriatica”.

“A Fano, a parte la necessità di far coincidere il viaggio con le poche giornate di attività della ferrovia turistica, per i turisti sarebbero grandi le difficoltà sia arrivando con l’auto, per il parcheggio, sia con la Ferrovia Adriatica, per gli orari e la mancanza di fermate; complicato l’uso delle corriere di linea. In sostanza, i turisti sarebbero pochissimi anche perché il treno, presumibilmente la storica Littorina, dispone solo di 68 posti; evidente quale sarebbe la scelta della stragrande maggioranza dei turisti”.

“Anche questo spiega perché, dopo nove anni dalla promulgazione della legge 128, di fatto la Fano-Urbino non è una ferrovia turistica ma solo un bene immobile; ed è incredibile che si sia dato credito a una legge inutile, che serve solo a chi specula politicamente sulla buona fede delle persone”.

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