Carcere di Fossombrone, Baldelli (FdI): “Tempi rapidi per i lavori alla caserma degli agenti”

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«La Casa di reclusione di Fossombrone, completamente ristrutturata, ospita oggi 186 detenuti, tutti appartenenti al circuito di Alta Sicurezza. È una realtà importante e complessa del sistema penitenziario marchigiano ma anche virtuosa, come ho potuto constatare durante la visita. Per questo dobbiamo continuare a garantire la massima attenzione, a partire dalle condizioni di lavoro delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria». Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia Antonio Baldelli al termine della visita alla Casa di reclusione di Fossombrone, durante la quale ha incontrato la direzione dell’Istituto, il personale e una rappresentanza della popolazione detenuta.
«Il Governo sta compiendo uno sforzo significativo per migliorare il sistema penitenziario, sia attraverso il rafforzamento degli organici sia mediante gli investimenti nell’edilizia carceraria. Per accompagnare questi interventi e renderli pienamente efficaci, è però necessario verificare che anche sul territorio la macchina amministrativa proceda con la dovuta rapidità.
E, anche a Fossombrone ,è stato predisposto un importante piano di interventi sull’edilizia penitenziaria. Dopo la realizzazione dei nuovi spazi detentivi, già pienamente operativi, il programma prevede la completa riqualificazione della caserma della Polizia Penitenziaria. I lavori, tuttavia, non sono ancora iniziati a causa di ritardi amministrativi. Parliamo di un intervento concreto e già definito: il progetto esecutivo, per un importo complessivo di 700 mila euro, è stato approvato e la procedura di gara è giunta alla fase della proposta di aggiudicazione». Baldelli annuncia quindi la presentazione di un’interrogazione parlamentare per fare chiarezza sui ritardi nell’avvio dei lavori di manutenzione straordinaria della Caserma Agenti della Casa di reclusione di Fossombrone e per conoscere i tempi previsti per l’apertura del cantiere. «Quando lo Stato investe risorse per migliorare le condizioni di chi ogni giorno presta servizio nelle nostre carceri, quelle risorse devono trasformarsi rapidamente in cantieri e i cantieri in opere. L’obiettivo non è cercare colpevoli, ma individuare e rimuovere gli ostacoli che impediscono l’avvio dei lavori. È quanto dobbiamo agli agenti della Polizia Penitenziaria di Fossombrone».
«Considerata inoltre la trasformazione dell’Istituto in struttura interamente destinata al circuito di Alta Sicurezza – conclude il deputato marchigiano – al termine del 186º Corso “bis”, previsto per il prossimo autunno, chiederò che venga valutata un’ulteriore assegnazione di agenti alla Casa di reclusione di Fossombrone. Ritengo poi necessario potenziare i percorsi di formazione e le attività trattamentali destinate ai detenuti, nella prospettiva della loro riabilitazione e del successivo reinserimento sociale. Nell’Istituto sono già attivi laboratori per l’incisione del legno e per la realizzazione di icone: esperienze positive che meritano di essere sostenute e ampliate.
Ringrazio infine la direttrice reggente Annalisa Gasparro, la Polizia Penitenziaria e tutto il personale dell’Istituto per l’ottimo lavoro svolto quotidianamente».
Alla visita ha partecipato anche Nicandro Silvestri, dirigente sindacale regionale del SAPPE, che dichiara:
«Esprimo, personalmente e a nome dell’organizzazione sindacale SAPPE, un sentito ringraziamento all’onorevole Baldelli per la visita all’Istituto e per l’attenzione concreta dimostrata nei confronti delle problematiche rappresentate dal personale di Polizia Penitenziaria e dagli altri operatori del settore. Nel corso del colloquio ho richiamato l’attenzione del deputato sulla necessità che l’Amministrazione Penitenziaria proceda rapidamente verso una più efficace differenziazione della popolazione detenuta appartenente al circuito comune, così come già avviene per i detenuti sottoposti al regime del 41-bis e per quelli inseriti nei circuiti di Alta Sicurezza. È un’esigenza sulla quale abbiamo registrato una piena condivisione. Occorre poi differenziare, in appositi settori, i detenuti psichiatrici o con dipendenze. Così come quelli che rispettano le regole e intendono intraprendere un autentico percorso trattamentale da coloro che, invece, utilizzano il periodo della detenzione per consolidare comportamenti criminali. Una corretta differenziazione consentirebbe di tutelare maggiormente il personale, migliorare la sicurezza degli istituti e rendere più efficaci i percorsi di rieducazione e reinserimento sociale.
Con l’onorevole Baldelli abbiamo inoltre approfondito il recente provvedimento del Ministro della Giustizia che, a partire dal 21 agosto, consentirà ai detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti, in possesso dei requisiti previsti, di scontare la pena fuori dal carcere seguendo uno specifico programma terapeutico. Pur condividendo il principio ispiratore del provvedimento, riteniamo che la sua applicazione debba essere sottoposta a un monitoraggio rigoroso e costante. Sono necessari controlli adeguati, strutture terapeutiche realmente operative e funzionali, personale qualificato e una stretta collaborazione tra Amministrazione Penitenziaria, magistratura, servizi sanitari e comunità di recupero».

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