Fano e Gabicce, due vite salvate con il DAE

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Il fattore tempo, unito a una rete tecnologica avanzata e alla prontezza dei cittadini, continua a fare la differenza nel salvare vite. In pochi giorni, il sistema di emergenza-urgenza della Regione Marche ha registrato due interventi salvavita decisivi in casi di arresto cardiaco improvviso, avvenuti a Fano e a Gabicce, grazie all’utilizzo del DAE. Il sistema DAE Marche, attraverso l’apposita app DAE Marche, lancia l’allarme ai first responder presenti nelle vicinanze, garantendo un intervento immediato.
Il primo salvataggio è avvenuto all’interno del Fano Center, dove un uomo di 40 anni è stato colpito da un arresto cardiaco improvviso. In questa circostanza, è stato decisivo l’intervento tempestivo di una coppia di medici e di alcuni soccorritori che hanno avviato immediatamente il massaggio cardiaco e utilizzato il defibrillatore semiautomatico (DAE) presente nella struttura, operando sotto la guida della Centrale Operativa. L’utilizzo del DAE ha permesso di erogare la scarica e riavviare il battito cardiaco prima ancora dell’arrivo dell’ambulanza del 118.
A distanza di pochi giorni, un episodio analogo si è verificato a Gabicce. Il 17 agosto, alle ore 22:50, una chiamata al NUE 112 per una persona incosciente ha fatto scattare immediatamente il protocollo d’emergenza. Il sistema ha attivato in contemporanea l’ambulanza e i first responder geolocalizzati tramite l’app DAE Marche, consentendo un primo intervento rapidissimo e risolutivo sul posto.
“La chiamata al numero di emergenza, l’allerta ai first responder tramite l’app DAE Marche, la disponibilità di un defibrillatore nelle vicinanze e un intervento immediato restano elementi che hanno permesso di salvare due persone in pochi giorni”– spiega Umberto Gnudi responsabile della centrale operativa del 118 di Pesaro Urbino. Le Marche hanno saputo costruire un sistema che unito alla rete dell’emergenza e alla collaborazione dei cittadini, consente di fare la differenza. Questi episodi confermano quanto la tempestività sia cruciale: in caso di arresto cardiaco, ogni minuto che passa senza un intervento riduce di circa il 10% le probabilità di sopravvivenza. Per questo motivo è indispensabile un sistema capillare capace di portare il primo soccorso nei primissimi minuti dall’evento in supporto ai mezzi di soccorso stradali. Questi interventi dimostrano che chiunque, debitamente guidato dal personale infermieristico delle centrali operative, ancor meglio se formato attraverso i corsi dedicati, può fare la propria parte nel salvare una vita. Per questo un grazie va ai soccorritori occasionali e ai professionisti intervenuti, la cui prontezza ha contribuito a restituire la vita”.
“È fondamentale – conclude il Direttore Generale Alberto Carelli – incentivare la formazione dei cittadini sulle manovre rianimatorie e sull’uso dei DAE, oltre a curare costantemente l’efficacia della rete, assicurando che i defibrillatori sul territorio siano sempre censiti, geolocalizzati, perfettamente funzionanti e immediatamente individuabili. Un plauso ai soccorritori che hanno avviato le manovre rianimatorie e che hanno defibrillato la persona in arresto cardiaco in attesa dei mezzi avanzati; questa è l’ennesima dimostrazione che tutti possono fare la loro parte nel salvare la vita altrui, sempre guidati da personale infermieristico debitamente preparato nella gestione delle emergenze”.

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