Acquedotto, Biancani: «Sono arrabbiato». Convocati gli 11 sindaci

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PESARO – It is a long. «Non mi piace questa situazione e sono arrabbiato, e lo sono anche molti cittadini. Non è tollerabile, seppur riconosco la straordinarietà degli eventi, che una città subisca quattro rotture nel giro di pochi giorni», così il sindaco di Pesaro Andrea Biancani ha esordito a fronte della quarta rottura dell’acquedotto principale, avvenuta nella notte di lunedì 24 agosto. «Dopo quello che è accaduto nelle ultime settimane non possiamo più limitarci a intervenire sulle emergenze: dobbiamo fare in modo che il rifacimento della condotta diventi una priorità per tutto il territorio». La condotta a cui fa riferimento il sindaco, infatti, serve non solo Pesaro, ma anche i Comuni di Fano, Montelabbate, Vallefoglia, Tavullia, Mombaroccio, Cartoceto, San CostanzoGradara, Terre Roveresche e Colli al Metauro.
«Quando sento dire che Pesaro sarebbe in conflitto con l’entroterra mi viene quasi da sorridere, se non fosse che stiamo parlando di un problema molto serio. La storia della nostra società (Marche Multiservizi) e del nostro territorio dimostra esattamente il contrario: Pesaro ha avuto sempre un ruolo solidale nei confronti di tutto il territorio e parte delle risorse pagate dai pesaresi attraverso le bollette sono state, nel corso degli ultimi anni, utilizzate per finanziare e realizzare anche investimenti a beneficio dei territori provinciali più interni». «Questa solidarietà non è mai stata messa in discussione – continua Biancani –. Ma proprio perché abbiamo sempre avuto un atteggiamento responsabile e solidale, oggi chiediamo che si riconosca una priorità: mettere in sicurezza la rete che serve tutti questi territori, quindi Pesaro e gli altri 10 comuni. Non stiamo chiedendo di togliere risorse a nessuno, stiamo chiedendo di affrontare un problema che riguarda tutti».
Proprio su questo verterà il tavolo di confronto di oggi tra i sindaci, richiesto da Biancani, con l’obiettivo di arrivare alla prossima assemblea dell’Aato con le idee chiare, una posizione condivisa e un piano definito e coeso per chiedere che il rifacimento della condotta diventi una priorità nella programmazione degli investimenti di tutto il territorio, non solo di quello pesarese. «Vorrei inviare insieme agli altri primi cittadini una comunicazione unitaria, per chiedere il rifacimento della condotta, l’ampliamento dei serbatoi di accumulo di San Francesco e San Gaetano e un impegno preciso sulla programmazione degli interventi. Dobbiamo parlare con una voce sola e chiedere che questa rete venga messa in sicurezza nel più breve tempo possibile. Non voglio che questa vicenda venga trasformata in uno scontro tra Pesaro e gli altri comuni. Vorrei esattamente il contrario: vorrei che tutti i Comuni si siedano allo stesso tavolo e dicano insieme che questa rete va sistemata. Pesaro, i suoi cittadini e le attività economica e turistiche pesaresi hanno bisogno di un servizio idrico sicuro ed efficiente tutto l’anno».

Sempre nella mattinata di ieri il sindaco ha voluto incontrare anche tutti i capigruppo di maggioranza e opposizione per condividere la situazione e rendere l’intero Consiglio comunale consapevole della necessità di un cambio di passo sugli investimenti legati alla rete idrica. «Ho voluto coinvolgere tutti i capigruppo – spiega Biancani – perché penso che su una questione di questa importanza non debbano esserci divisioni politiche. Dobbiamo essere tutti consapevoli che è necessario intervenire e che questi investimenti devono diventare una priorità nella programmazione dell’Aato».

 
Il riepilogo del sindaco: 
La condotta principale serve 11 Comuni della provincia e la sua efficienza ha ricadute sull’intero sistema idrico provinciale. «Non possiamo ragionare come se il problema riguardasse soltanto Pesaro – sottolinea il sindaco –. Questa è una rete che serve un territorio molto ampio. E Pesaro, soprattutto durante l’estate, sostiene consumi molto più elevati rispetto agli altri Comuni: abbiamo una popolazione importante, ma anche migliaia di turisti, alberghi, ristoranti, attività commerciali e stabilimenti balneari. Quando si verifica un’interruzione, quindi, le conseguenze sulla città e sulla sua economia sono particolarmente pesanti».
La prospettiva:
«Già nei primi mesi del 2027 partirà il primo importante investimento portato avanti da Marche Multiservizi da 22 milioni di euro, che consentirà di intervenire sui circa 10-12 chilometri della condotta. Ma non possiamo fermarci lì. Ci sono altri circa 15 chilometri che oggi sono ancora in graduatoria e che devono essere portati avanti. Per questo chiedo a tutti i sindaci della provincia di considerare prioritario questo investimento all’interno della programmazione Aato, qualora non rientrasse tra gli altri finanziamenti del Ministero».
Ci sono poi altri interventi che devono essere sostenuti e finanziati attraverso l’Aato. «Penso all’ampliamento del serbatoio di San Gaetano, per il quale è previsto un cofinanziamento di circa 4,3 milioni di euro da parte dell’Aato e che consentirebbe alla città di raddoppiare la propria capacità di accumulo dell’acqua, permettendoci così di affrontare con maggiore serenità eventuali future rotture dell’acquedotto. E penso agli 800mila euro necessari per il serbatoio di San Francesco, che avrebbe la stessa finalità. Sono investimenti che devono essere portati avanti e che devono trovare spazio nella programmazione», ha precisato Biancani.
«Se in passato è stata data da parte dei sindaci del territorio priorità ad altri investimenti, oggi dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che la situazione è cambiata e che la condotta principale non può più essere considerata un intervento tra i tanti». «Mi preme comunque ricordare a tutti che, se è vero che la rottura di un acquedotto sta creando notevoli disagi, sarebbe altrettanto tragico se i sindaci della provincia non riuscissero a individuare le strategie necessarie per evitare che, in futuro, si arrivi a situazioni in cui venga a mancare completamente l’acqua nelle nostre città. Non possiamo limitarci a gestire le rotture quando si verificano: dobbiamo lavorare per garantire la sicurezza e la continuità dell’approvvigionamento idrico. Sono anni che sollecito una decisione e avanzo proposte in questa direzione, ma ad oggi l’Aato non le ha ancora accolte».

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