URBINO – Una festa che appartiene alla città, capace di unire generazioni, contrade, istituzioni e associazioni e che ora punta a volare sempre più in alto, anche oltre i confini nazionali. È stata presentata la 71ª edizione della Festa dell’Aquilone di Urbino, in programma dal 3 al 6 settembre, resa possibile dalla sinergia di numerose realtà che da mesi lavorano alla costruzione di un programma ricchissimo.
Le contrade, tra gli elementi più forti dell’identità urbinate, saranno ancora una volta il cuore pulsante della manifestazione: giorni di preparazione, incontri, lavoro e passione che culmineranno nei grandi appuntamenti della Festa, dalla riconsegna del premio alle attività dedicate ai bambini, fino all’attesissima gara della domenica, momento simbolo della competizione tra le contrade.
Il programma completo è disponibile sul sito festaquilone.it/.
«La Festa dell’Aquilone è la festa della città e della libertà», ha sottolineato il sindaco Maurizio Gambini. «Urbino è la città di Raffaello, ma è anche il cielo degli aquiloni, come già oggi si può vedere in Piazza della Repubblica. Sono particolarmente contento della partecipazione e voglio ringraziare Urbino Servizi per il grande sforzo organizzativo». Una manifestazione che, per il Sindaco, ha la capacità unica di coinvolgere ogni generazione: «È la festa dei bambini, ma anche dei grandi che vogliono tornare bambini. Dobbiamo farla decollare sempre più a livello internazionale e volare sempre più alto. Abbiamo investito molto, anche attraverso la registrazione del marchio, perché non si tratta soltanto di un gioco, ma di un vero investimento per la città. Anche il Parco dell’Aquilone deve essere vissuto durante l’anno con tante attività, comprese quelle legate al mondo dell’aquilone».
Un lungo lavoro organizzativo è stato portato avanti da Urbino Servizi. «Abbiamo lavorato molto, per mesi, cercando di migliorare diversi aspetti», ha spiegato la presidente Daniela Capponi. «Tra le novità c’è il sito, che conterrà lo storico dei vincitori e anche l’albo d’oro degli aquiloni di bellezza, una categoria sempre molto sentita. Insieme all’Associazione delle Contrade vogliamo fare in modo che questa Festa diventi sempre più un simbolo di Urbino». Capponi ha ricordato anche i nuovi accordi stretti per ampliare il raggio della manifestazione, tra cui quello con Confcommercio, con l’obiettivo di rendere la Festa sempre più internazionale, e quello con il Museo del Balì. Novità anche nella giuria, dove entrerà, tra gli altri, la dirigente della Scuola del Libro di Urbino Lucia Nonni, insieme ad Alessandro Cenci, tra i maggiori conoscitori del mondo dell’aquilone. «Da oggi -ha aggiunto – è inoltre disponibile il libro dedicato alla 70ª Festa dell’Aquilone». Confermata anche la squadra degli speaker, con Luca Bastianelli, Bianca Berardi e Giuseppe Biancalana.
Fondamentale per l’accoglienza sarà inoltre la collaborazione con AMI Trasporti, che garantirà un sistema di navette di collegamento dai parcheggi gratuiti situati nelle vicinanze del centro, agevolando l’arrivo dei tanti partecipanti attesi.
Sul valore turistico della manifestazione è intervenuto l’assessore al Turismo Francesco Guazzolini: «Stiamo ponendo grande attenzione alla promozione nazionale e internazionale. La coralità dei tanti soggetti coinvolti può portare a un ottimo lavoro. Il futuro sono soprattutto i giovani e su di loro puntiamo e diamo spaio. Sempre più turisti cercano non soltanto eventi da guardare, ma esperienze da vivere, come i laboratori di aquiloni». In questa direzione va anche la collaborazione con il Museo del Balì, costruita attorno a un tema che rappresenta perfettamente lo spirito della manifestazione: la fisica del volo.
«Parliamo di una tradizione culturale che deve essere mantenuta viva e lo stiamo facendo anche attraverso il gioco», ha evidenziato l’assessore alla Cultura e agli Eventi Lara Ottaviani . «In questo modo si esalta e si tramanda qualcosa di particolarmente importante per Urbino. La Festa dell’Aquilone è bellissima da vedere, ma è soprattutto straordinaria da vivere. Viverla davvero, entrando nel suo spirito, è qualcosa di unico».
Un ruolo centrale spetta naturalmente all’Associazione delle Contrade. «Il passaggio delle competenze dagli anziani ai giovani è fondamentale -ha spiegato il presidente Alessandro Gualazzi. Stiamo lavorando per uscire dai confini di Urbino, partecipando anche a manifestazioni come la BIT e costruendo pacchetti turistici attraverso i quali le persone possano entrare nelle contrade e viverle dall’interno. Abbiamo rapporti e collaborazioni con ospiti internazionali. Questo è un patrimonio della città, ma deve essere sempre più condiviso. È la festa di tutti e deve assolutamente decollare».
Proprio sul percorso di promozione fuori dal territorio si inserisce la collaborazione con Confcommercio. «Questa è una festa della città – ha detto Sebastiano Giovannelli –. Abbiamo firmato una lettera d’intenti con la quale, per i prossimi tre anni, ci impegniamo a lavorare per portare la Festa dell’Aquilone oltre i confini di Urbino e della Regione».
Educazione, ambiente e inclusione saranno inoltre tra i temi protagonisti grazie al Rotary Club Urbino. Il presidente Tonino Pencarelli ha spiegato: «Portiamo avanti un service educativo rivolto ai giovani contradaioli. Dopo aver affrontato il tema della legalità, quest’anno ci concentreremo sul cambiamento climatico: cambia il vento per gli aquiloni e cambia per l’ecosistema. Il nostro è soprattutto un tentativo di sensibilizzare i giovani». Nel progetto legato al premio saranno coinvolti anche la Casa di Giango e il Centro Francesca, in un’ottica di inclusione.
Sul valore universale del gioco è intervenuto il presidente di UNICEF Pesaro Urbino, Giuseppe Diamantini: «Qualcuno potrebbe chiedersi cosa abbia a che fare UNICEF con l’aquilone. La risposta sta nel diritto al gioco, fondamentale per lo sviluppo psicomotorio e per la formazione. E possiamo aggiungere che il gioco è importante a tutte le età».
La Festa sarà anche occasione di solidarietà e sensibilizzazione. Monica Focarini, in rappresentanza delle donne delle contrade, ha illustrato il nuovo impegno del gruppo: «Vogliamo sensibilizzare sul tumore al seno, ma anche su tutte le altre forme di tumore. Il nostro obiettivo è contribuire all’acquisto di nuove cuffie da utilizzare durante la chemioterapia per limitare la perdita dei capelli. Quelle donate nel 2019 sono ormai obsolete e serve un investimento di circa 60mila euro». Il percorso proseguirà anche nel mese della prevenzione, a ottobre, con un convegno dedicato all’alimentazione.
A raccontare la forza delle contrade sono state anche alcune delle loro voci storiche. Berto Crinelli, della contrada Monte, ha sottolineato una particolarità che rende Urbino unica: «Quello che non hanno tante altre grandi manifestazioni, anche realtà importanti come Siena e Gubbio, sono dieci contrade che lavorano, si incontrano e passano le serate insieme per preparare la Festa».
Per Gilberto Ugoccioni, di San Bernardino, il segreto è proprio nella partecipazione diretta: «Noi siamo attori e non spettatori. Ci mettiamo in gioco e lavoriamo».
Sulla stessa linea Gabriele Iacomucci, di Hong Kong: «Siamo arrivati alla 71ª edizione, ma alle nostre spalle c’è una storia secolare che dobbiamo mantenere viva. Questa è soprattutto una festa inclusiva: chiunque voglia partecipare è ben accetto».
Pronti a tornare protagonisti anche gli speaker Bianca Berardi, Luca Bastianelli e Giuseppe Biancalana: «Siamo carichi come sempre. Vogliamo portare la nostra energia, ma anche la nostra arte». E anche quest’anno, per l’ultima serata, è previsto un nuovo sketch che accompagnerà il pubblico verso la conclusione della manifestazione.
La 71ª Festa dell’Aquilone si prepara così a essere molto più di una competizione: quattro giorni nei quali Urbino diventa una grande comunità in festa, tra tradizione, gioco, laboratori, cultura, educazione, solidarietà e promozione turistica. Una manifestazione costruita insieme, dove le contrade non rappresentano soltanto colori e appartenenza, ma un patrimonio umano che si tramanda di generazione in generazione.















