FANO – In una nota, Marche Multiservizi fa sapere che “si è verificata una rottura dell’acquedotto principale nella serata di ieri in zona Carrara a Fano. Le squadre sono entrate immediatamente in azione con tre escavatori per riparare il guasto nel più breve tempo possibile. Una trentina di tecnici della multiutility ha lavorato senza sosta tutta la notte mentre, nel frattempo, la continuità del servizio è stata garantita dal serbatoio di San Gaetano che alimenta Pesaro (e i Comuni limitrofi) e che sta andando gradualmente a svuotarsi”.
“Alle ore 10:30 non si registrano interruzioni dell’erogazione dell’acqua ma fino a quando non si sarà nuovamente riempito il serbatoio di San Gaetano non si escludono nelle prossime ore interruzioni o bassa pressione in alcune zone della città. MMS e l’amministrazione comunale monitorano la situazione e sono pronti ad attivare un servizio di autobotti qualora si rendesse necessario”.
“Data la situazione, nelle prossime ore si invita la cittadinanza ad usare la risorsa con parsimonia. L’invito è quindi a utilizzare l’acqua con attenzione, limitandone il consumo allo stretto necessario fino al completo ripristino della rete, evitando sprechi e accaparramenti”.
“Dopo le tre rotture verificatesi negli ultimi due anni (una nel 2024 e due nel 2025) si tratta della quarta rottura in dieci giorni della condotta principale. Eventi eccezionali dovuti alla grande siccità di questo periodo che comporta una contrazione dei terreni più argillosi i quali a loro volta esercitano un forte stress sulle tubature. L’ondata di calore che ha interessato il Paese quest’estate purtroppo ha determinato rotture e crisi idriche in diverse aree, Marche comprese (Porto Recanati, Numana-Sirolo etc.)”.
Ricordiamo che nei Comuni serviti da Aset non sono attesi al momento particolari disagi: in occasione delle precedenti rotture della condotta principale, infatti, la continuità dell’erogazione è stata garantita grazie ai pozzi del territorio e all’impianto di potabilizzazione a osmosi inversa di Chiaruccia, che hanno consentito di coprire il fabbisogno di Fano, Mondolfo e Monte Porzio.
















