Luca Lepri torna in scena: nuove date e un atto dedicato a Monet per “Il buio e il tempo”

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FANO – Prosegue con un calendario fitto e importanti evoluzioni la tournée di “Il buio e il tempo – Non vedo l’ora”, la produzione teatrale che vede al centro della scena il fanese Luca Lepri. Un percorso umano e artistico di straordinaria intensità: divenuto improvvisamente non vedente nel 2020, all’età di 46 anni, Lepri ha saputo trasformare un evento drammatico in un’occasione di rinascita, avvicinandosi al mondo del teatro con incredibile forza, ironia e determinazione. La nuova stagione di spettacoli si aprirà giovedì 17 settembre, quando la rappresentazione avrà l’onore di inaugurare ufficialmente l’edizione 2026 del rinomato Festival del Buon Vivere a Forlì (presso i Musei San Domenico). Il tour proseguirà poi nel mese di ottobre con una tappa a Pesaro, a cui si aggiungeranno ulteriori date in corso di definizione per Jesi e Ancona. Un altro appuntamento dall’alto valore sociale e culturale è invece già fissato per giovedì 3 dicembre, in concomitanza della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, alla Sala Verdi del Teatro della Fortuna di Fano, in stretta collaborazione con l’Amministrazione Comunale locale e la Fondazione Teatro. Sul piano della drammaturgia e dell’allestimento, “Il buio e il tempo – Non vedo l’ora” si presenterà al pubblico in una veste rinnovata e ancora più complessa creando un altro ideale ponte tra celebri personaggi del passato e il vissuto dello stesso Lepri. Tra le novità principali figura in particolare l’inserimento di un nuovo atto – che si affianca a quelli dedicati a San Francesco d’Assisi, Ray Charles, Galileo Galilei e Demostene – focalizzato sulla figura di Claude Monet, l’artista impressionista francese che dovette affrontare la cecità nell’ultima fase della propria carriera. Sotto la regia di Fabrizio Bartolucci e con testi di Giampiero Pizzol, l’interpretazione di Luca Lepri dialoga costantemente con la componente musicale dal vivo, affidata alla profonda e avvolgente vocalità di Arianna Palazzetti e alla chitarra di Niccolò Serafini. La presenza di Serafini costituisce un elemento portante della nuova struttura dello spettacolo: oltre ad accompagnare i momenti cantati, il chitarrista intreccia le proprie note direttamente con la voce recitante del protagonista durante il monologo. Questa intrinseca sinergia tra parola e trama sonora dal vivo dona all’esperienza teatrale una suggestione coinvolgente, arricchendo la narrazione e conferendo all’opera una dimensione interpretativa di grande impatto emotivo. Da evidenziare anche il prezioso apporto di Massimo Rosato, che cura audio e luci.

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