Un anno dopo la sua scomparsa, Pesaro ha intitolato a Papa Francesco il Ponte ciclopedonale sul Foglia, che collega il Quartiere Tombaccia al Centro. La decisione nasce da una proposta del sindaco Andrea Biancani, successivamente trasformata in mozione e approvata dal Consiglio comunale. «Una figura che ha segnato profondamente il nostro tempo con il suo messaggio di pace, dialogo e fraternità», ha commentato il sindaco.
«Oggi per Pesaro è una giornata importante, perché diamo un nome, un significato e un’anima a questo ponte ciclopedonale sul Foglia. Permettetemi di iniziare con un pensiero personale. Quando, tempo fa, proposi di intitolare questo ponte a Papa Francesco, lo feci seguendo anche l’istinto, oltre che la riflessione. Perché ci sono momenti in cui le scelte devono nascere da qualcosa di profondo, da ciò che sentiamo giusto per la nostra comunità. Quella proposta è poi diventata una mozione che il Consiglio comunale ha approvato. E oggi, guardando questo ponte, sono ancora più convinto che quella fosse una scelta giusta. Questa cerimonia era stata pensata ieri, non una data qualsiasi, ma in occasione del primo anniversario della scomparsa di Papa Francesco. Un ponte non è mai soltanto un’opera pubblica. Un ponte unisce, avvicina, crea collegamenti. È passaggio, è dialogo, è futuro. E se c’è una frase che ha attraversato tutto il pontificato di Papa Francesco è proprio questa: costruire ponti. In un tempo in cui troppo spesso vediamo alzarsi muri – muri fisici, culturali, sociali – Papa Francesco ci ha ricordato con forza una verità semplice e potente: “Siete chiamati a costruire ponti, non muri.” Una frase più che mai attuale, in un momento in cui la guerra viene ancora vista come una soluzione. Perché costruire ponti significa avere il coraggio dell’incontro. Significa riconoscere l’altro non come una minaccia, ma come una possibilità. Significa scegliere la pace quando sarebbe più semplice cedere alla divisione. Papa Francesco è stato, ed è, un ponte tra popoli, culture e religioni. Un ponte tra chi ha voce e chi non ce l’ha. Un ponte che ha portato al centro dell’attenzione gli ultimi, i più fragili, ricordandoci che una comunità si misura da come sa prendersi cura di chi resta indietro.
Oggi, intitolando questo ponte a Papa Francesco, non celebriamo soltanto una figura straordinaria del nostro tempo. Facciamo qualcosa di più: scegliamo di far nostro il suo messaggio. Un messaggio che parla di pace, di fraternità, di dialogo. Un messaggio che ci invita a costruire comunità più giuste, più aperte, più solidali. Un messaggio che ci ricorda che il futuro non si costruisce dividendo, ma unendo. E allora il mio augurio è che questo ponte non sia solo attraversato, ma vissuto. Che diventi un luogo di incontro, di relazione, di condivisione. Che ogni persona che lo percorrerà possa, anche solo per un attimo, ricordarsi che costruire ponti è sempre possibile».
Il ponte Ciclopedonale, inaugurato nell’aprile 2025, è diventato un’infrastruttura fondamentale per la città, molto utilizzata da cittadini e visitatori. Costruito in 10 mesi con un investimento di circa 1,2 milioni di euro, collega il quartiere Tombaccia al centro storico, favorendo una mobilità sicura e sostenibile. Offre percorsi per pedoni e ciclisti, spazi per osservare il fiume e accessi alle aree verdi, diventando un punto d’incontro tra città e natura. Il ponte rappresenta non solo un collegamento funzionale, ma anche un segno di coesione, dialogo e miglioramento della qualità della vita urbana.
Così l’assessora alla Mobilità Sara Mengucci: «Questo è un momento significativo per la nostra comunità: la cerimonia di intitolazione del ponte ciclopedonale che collega Tombaccia al Centro della città a Papa Francesco, l’indomani dall’anniversario della sua scomparsa e in occasione della Giornata della Terra. Questo risultato nasce da un percorso condiviso: da un’idea del Sindaco, accolta e sostenuta dalla Giunta, e successivamente discussa e approvata dal Consiglio comunale. Un iter che testimonia una volontà comune e una visione chiara per il futuro della nostra città. Quest’opera rappresenta molto più di un’infrastruttura. A Pesaro, città della bicicletta, ogni intervento che favorisce la mobilità dolce rafforza la nostra identità e migliora concretamente la qualità della vita dei cittadini. Questo ponte unisce luoghi, ma soprattutto persone, rendendo gli spostamenti più sostenibili, accessibili e sicuri. Non possiamo però dimenticare il significato più profondo della scelta di intitolarlo a Papa Francesco. Uno dei pilastri del suo messaggio è la cura della casa comune. Ci ha insegnato che non esiste separazione tra crisi ambientale e crisi sociale, e che prendersi cura dell’ambiente significa prendersi cura delle persone. Questo ponte ciclopedonale incarna pienamente questo pensiero: promuove una mobilità sostenibile, valorizza il rapporto con il territorio, invita a vivere la città in modo più umano, più lento, più consapevole.
In questo senso, non è solo un’opera utile. È un simbolo. È una scelta di direzione». E conclude: «Ringrazio tutti i presenti, e l’assessore alle Attività Economiche Mattia Galeazzi, che molto si è speso per la realizzazione di queste targhe».
Dopo gli interventi istituzionali, la benedizione di Don Marco Di Giorgio e la scopertura delle targhe, posizionate lato Centro Storico e Tombaccia. Oltre al sindaco, all’assessora Mengucci, erano presenti l’assessore alle Nuove Opere Riccardo Pozzi, all’Ambiente Maria Rosa Conti, al Sociale Luca Pandolfi. Poi Consiglieri comunali, rappresentanti di Quartiere, Forze dell’Ordine, Protezione Civile, Volontarx.