APECCHIO – Il consigliere regionale Giacomo Rossi, Civici Marche, si scopre commissariato dalla realtà: il suo referente ad Apecchio, Maurizio Bologna, lo molla e fonda un gruppo tutto suo, Civitas Apecchio. Non è una diserzione qualunque. Bologna non è un consigliere qualsiasi arrivato per caso: è un imprenditore radicato, con una trentina di collaboratori pronti a seguirlo fuori dal perimetro di Rossi. E le sue parole, questa volta inequivocabili e messe nero su bianco, non lasciano spazio a interpretazioni:“Mi ero già smarcato da lui e sì, devo ammettere che si è un po’ arrabbiato.” Arrabbiato. È questa la parola che pesa più di tutte. Non emerge il racconto di un confronto politico o di una divergenza sui contenuti, ma la reazione di chi vede sgretolarsi il proprio spazio di influenza senza riuscire a trattenerne i protagonisti. Sullo sfondo restano un incontro istituzionale saltato, rapporti compromessi da tempo e una minoranza che, in un piccolo comune dell’entroterra, finisce per dividersi in tre tronconi. Se questa è la capacità di tenuta della destra sul territorio, è legittimo chiedersi con quale solidità pensi di proporsi alla guida del resto della provincia. Rossi ama presentarsi come il federatore dei civici marchigiani. Ad Apecchio, però, è la sua stessa area politica a smentire questa narrazione.
Da Partito Democratico Pesaro-Urbino














