PD Fano, “Crisi idrica: Fano è solida. Risponde con la lungimiranza degli investimenti del centro-sinistra e l’eccellenza tecnologica di Aset” 

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Fano 19 agosto 2026. Mentre il territorio di Pesaro affronta una severa crisi idrica, culminata in pesanti disagi dovuti a rotture dell’acquedotto causate dalla prolungata siccità, Fano si distingue per una gestione lungimirante delle risorse idriche, frutto degli investimenti costanti e strutturali pianificati attraverso Aset dalle precedenti amministrazioni, di cui gli ultimi e più importanti sono stati attuati proprio dal centro-sinistra.

La città della Fortuna può contare su un sistema di approvvigionamento idrico solido e diversificato, che unisce quotidianamente le acque superficiali del fiume Metauro — potabilizzate a San Francesco di Saltara e a Torno, dove si procede anche alla ricarica della falda — alle acque profonde di diversi pozzi locali, utilizzate in modo limitato e controllato per l’alto tasso di nitrati. Tutte queste fonti si miscelano nel serbatoio strategico di Monte Illuminato a Centinarola, sotto il controllo costante di un avanzato sistema di monitoraggio via telecontrollo che vigila sulla sicurezza dell’acqua immessa in rete.

Oltre alla costante manutenzione delle reti per cui Aset è stata premiata da Arera per il contenimento delle perdite e l’importante sistema di pozzi di proprietà comunale,  la segretaria dem fanese Sara Cucchiarini evidenzia che “il vero valore aggiunto del modello fanese risiede nella capacità di pianificare soluzioni tecnologiche d’avanguardia in grado di supportare anche le comunità dei Comuni limitrofi e di anticipare le emergenze climatiche. Il Comune di Fano dispone infatti di due impianti acquedottistici ad osmosi inversa gestiti da Aset S.p.A., ciascuno con un ruolo strategico ben definito.”

Il primo è l’impianto storico di Metaurilia, una struttura dedicata al trattamento dell’acqua salmastra estratta da sei pozzi del territorio circostante. Questo sistema è capace di generare ogni giorno 1.728 metri cubi di acqua purificata, si tratta di una risorsa sicura e a norma di legge che viene impiegata storicamente per bilanciare l’approvvigionamento dei vicini comuni di Mondolfo e Monte Porzio, i quali dipendono da pozzi profondi che necessitano di periodiche correzioni qualitative.

L’emblema definitivo di questa strategia per la gestione del servizio idrico integrato è però il nuovo mega-impianto di potabilizzazione per osmosi inversa nella zona industriale di Chiaruccia, inaugurato nel maggio 2024 e concepito specificamente come un fondamentale scudo anti-siccità per la città. Questa infrastruttura d’eccellenza ha richiesto un investimento superiore ai 3,5 milioni di euro, inserito nel piano AATO di Marche Nord, e rappresenta una risposta concreta alle sfide dei cambiamenti climatici consentendo di trattare l’acqua di falda per renderla potabile. Dal punto di vista dei vantaggi tecnici, l’opera garantisce una portata aggiuntiva immessa in rete di ben 100 litri al secondo, pari a 360.000 litri all’ora di volume supplementare per i cittadini, arrivando a coprire circa un terzo dell’intero fabbisogno comunale proprio nei momenti di massima emergenza estiva. La Segretaria dem Cucchiarini: “L’impianto progettato da ditte all’avanguardia dell’ingegneria ambientale, utilizza l’osmosi inversa per purificare e remineralizzare l’acqua di falda, la nostra amministrazione dopo aver completato l’opera ha realizzando tutti gli interventi accessori necessari, inclusi l’adeguamento del fabbricato e la creazione di un collettore di scarico verso il depuratore di Ponte Metauro, assicurando così la piena operatività e l’efficienza dell’intero sistema”.

In merito alla situazione attuale prosegue la Segretaria del PD fanese: “la gestione idrica, come la progettazione dei servizi ambientali in generale, richiedono visioni lunghe, non soluzioni d’emergenza, a maggior ragione oggi che viviamo in tempi così colpiti dal cambiamento climatico. Gli Investimenti strutturali sul servizio idrico a Fano e le “reti che non fanno acqua” sono un lascito importante di molte amministrazioni che si sono succedute e possiamo dire, a testa alta, che gli ultimi e i più importanti investimenti sopra descritti, da noi inaugurati proprio a maggio del 2024 con l’allora Presidente Reginelli, la squadra di Aset e la giunta precedente, sono afferibili al buon governo del centro sinistra fanese che ha sempre creduto e investito nella nostra partecipata pubblica, Aset. Ha ragione l’attuale Presidente di Aset ad essere orgoglioso e soddisfatto di poter gestire un servizio che funziona e tutela i bisogni primari della cittadinanza, tanto che quest’anno non si è resa necessaria nemmeno l’ordinanza sindacale di razionamento per l’uso dell’acqua. Serve continuare a fare scelte oculate e virtuose che tutelino la forza, l’autonomia e l’efficacia di Aset e di conseguenza di Fano e dei Comuni da essa serviti, dalla costa all’entroterra, ed è per questo che abbiamo chiesto la convocazione di una Commissione specifica per fotografare l’attuale situazione del sistema idrico integrato a Fano e ragionare sui suoi futuri sviluppi”.

Da Sara Cucchiarini

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