PD, da Fano un appello a Perugini: «Unità, ascolto e territori non restino solo parole»

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FANO – Prima dell’Assemblea provinciale Luca Mancini e Cristian Fanesi (come primi firmatari insieme a Dimitri Tinti) hanno consegnato al neosegretario provinciale Marco Perugini una lettera aperta sottoscritta da 75 iscritti del PD di Fano. «Se il Partito Democratico vuole cambiare davvero e ricostruire un rapporto con le persone, deve affrontare con onestà anche la questione di Fano».

«Abbiamo ascoltato con attenzione le parole di Marco Perugini: unità, ascolto, territori, partecipazione, autocritica, rinnovamento. Se questa è davvero la direzione che il partito vuole prendere, abbiamo fatto bene a consegnargli una lettera aperta come appello di tanti iscritti del PD di Fano, perché ora quelle parole devono tradursi in scelte concrete». Lo dichiarano Luca Mancini e Cristian Fanesi all’indomani dell’Assemblea che ha proclamato il nuovo segretario del PD provinciale.

«Nella nostra lettera non chiediamo incarichi, riconoscimenti o spazi negli organismi dirigenti. Chiediamo semplicemente che il partito prenda atto di una frattura politica reale e di una preoccupazione diffusa che attraversa una parte significativa della comunità democratica fanese».

Secondo Mancini e Fanesi esiste una differenza evidente: «A Pesaro e a Urbino sono stati possibili percorsi unitari e di rinnovamento. A Fano no! Qui si è preferito interrompere un percorso che, pur con tutti i limiti, aveva rimesso al centro dialogo, ascolto e ricostruzione delle relazioni. Per questo abbiamo vissuto come un grave errore politico la scelta di trasformare il congresso in una conta interna anziché in un’occasione di unità».

«Come ricordato anche dalla Consigliera regionale Vitri un congresso dovrebbe essere un momento di verità e un’opportunità di unità – ha detto Luca Mancini nel suo intervento all’Assemblea provinciale – a Fano, invece, questo è stato negato. Dopo le sconfitte elettorali e con il centrosinistra all’opposizione della città, avevamo bisogno di ricostruire una comunità politica, non di riaprire vecchie divisioni o dare spazio a rivincite e ambizioni personali».

Per Mancini il tema va ben oltre la vicenda fanese: «Nella nostra provincia il centrosinistra ha perso tutti i Comuni andati al voto. Eppure, continuiamo troppo spesso a discutere di equilibri interni più che delle ragioni per cui facciamo fatica a essere credibili, attrattivi e convincenti agli occhi dei cittadini. Se vogliamo davvero ricostruire un rapporto coi territori, con iscritti ed elettori, dobbiamo avere il coraggio di affrontare anche le situazioni più scomode».

Una riflessione anche sul metodo: «Perugini ha richiamato la necessità di aprire una fase nuova. Bene, allora anche i momenti di confronto debbono dare maggiore centralità alle voci dei territori, evitando che arrivino soltanto alla fine di una lunga sequenza di saluti e interventi istituzionali».

Infine, da Luca Mancini, un richiamo al rinnovamento: «Abbiamo si bisogno di idee nuove, ma anche della capacità di rinnovare metodi, linguaggi e classe dirigente. Perché idee nuove difficilmente possono viaggiare su gambe vecchie. Per questo ci aspettiamo che alle parole ascoltate in Assemblea seguano scelte coerenti, anche a Fano. Come dicono gli inglesi: walk the talk, cioè fai ciò che dici! Perché il cambiamento non si misura dagli slogan ma dalla capacità di mettere in discussione pratiche e dinamiche che purtroppo ci hanno portato fin qui».

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