PESARO URBINO – La disponibilità di risorsa idrica nel territorio della provincia di Pesaro e Urbino si trova in una fase particolarmente delicata. Il protrarsi del periodo caratterizzato da scarse precipitazioni e temperature elevate, unito ad alcune condizioni straordinarie che stanno interessando i principali invasi utilizzati per l’approvvigionamento, ha reso necessario intensificare il monitoraggio e adottare immediate misure di contrasto per garantire la continuità del servizio idrico. La situazione è stata oggetto di un costante confronto tra l’Assemblea di Ambito Territoriale Ottimale n. 1 Marche Nord, i gestori del Servizio Idrico Integrato, gli uffici regionali competenti e Enel, in qualità di gestore degli invasi di Furlo, San Lazzaro e Tavernelle, convocati ieri per il Tavolo interistituzionale di Protezione Civile per coordinare gli interventi necessari a fronteggiare la situazione.
L’EMERGENZA
A rendere particolarmente complesso lo scenario sono due ulteriori fattori che si sono aggiunti alla condizione di siccità. Il primo riguarda l’invaso di Tavernelle, che si è reso necessario svuotare completamente per consentire a Enel l’esecuzione di interventi di manutenzione sulle strutture della diga. Si tratta di lavori che, per ragioni di sicurezza e di continuità operativa, devono essere effettuati nei periodi statisticamente meno piovosi dell’anno, determinando tuttavia una significativa riduzione delle riserve idriche disponibili per contribuire all’approvvigionamento idropotabile. Il secondo elemento è rappresentato dall’abnorme proliferazione di alghe nell’invaso di San Lazzaro, dal quale viene prelevata una quota significativa dell’acqua destinata all’acquedotto. Le alghe presenti non sono di natura tossica, ma la loro elevata concentrazione rende più complesso il processo di potabilizzazione, imponendo un lavaggio continuativo dei filtri utilizzati per trattenere le impurità presenti nell’acqua. Questa attività comporta a sua volta un rilevante consumo di risorsa, che viene inevitabilmente sottratta alla disponibilità destinata all’uso acquedottistico.
L’APERTURA DEI POZZI PROFONDI
Le previsioni meteorologiche di lungo periodo illustrate dal Centro Funzionale della Protezione Civile non indicano, al momento, una soluzione imminente della fase siccitosa. Per questo motivo è stato deciso di intervenire immediatamente attraverso l’integrazione delle ridotte portate dei corsi d’acqua con il contributo dei pozzi Sant’Anna e Burano. L’utilizzo di queste risorse ha una duplice funzione: da una parte contribuire al mantenimento dei livelli degli invasi gestiti da Enel, dall’altra garantire l’afflusso di acqua più fredda nel bacino di San Lazzaro, con l’obiettivo di contrastare e risolvere il fenomeno della proliferazione algale, già verificatosi in passato in condizioni analoghe.
Un sistema al lavoro per garantire la normalità MA SERVE L’IMPEGNO DI TUTTI
Dietro la normale apertura di un rubinetto esiste un sistema complesso che richiede monitoraggio continuo, programmazione e interventi tecnici coordinati. Un lavoro che assume un’importanza ancora maggiore durante l’estate, quando ai normali consumi delle famiglie si aggiungono quelli legati alle presenze turistiche e alle attività produttive. È proprio per questo che la situazione richiede anche una rinnovata attenzione da parte dei cittadini. L’invito è quindi a utilizzare l’acqua in maniera consapevole, evitando sprechi e consumi non necessari. Ogni comportamento individuale contribuisce infatti a ridurre la pressione sul sistema e a preservare una risorsa preziosa che, soprattutto nei periodi di maggiore stress idrico, non può essere considerata illimitata.
















