PESARO – Un incontro molto atteso ha fatto il punto sul percorso verso l’applicazione della direttiva Bolkestein nel 2027, sulle liberalizzazioni, sui criteri di gara e sulle numerose criticità che il settore balneare sta affrontando. CNA Balneatori ha sottolineato come Pesaro rappresenti uno dei pochi Comuni in Italia ad aver già indetto bandi sulle concessioni demaniali. Durante il confronto, il coordinatore nazionale Cristiano Tomei e il presidente Nicola Ghedini hanno evidenziato il quadro nazionale ancora disomogeneo: molti Comuni attendono indicazioni definitive dal Governo, mentre altri, come Pesaro, hanno già avviato procedure di gara. «Il comportamento del Comune di Pesaro rappresenta un caso quasi unico in Italia – ha spiegato CNA Balneatori –. Una situazione che crea differenze territoriali e incertezza per gli operatori». L’assessore Riccardo Pozzi, introdotto dal segretario della CNA di Pesaro e Urbino Antonio Bianchini, ha illustrato le motivazioni che hanno portato l’amministrazione a procedere, ribadendo la volontà di garantire trasparenza e continuità dei servizi nonostante un quadro normativo ancora in evoluzione. Durante la riunione è emersa anche la richiesta di criteri chiari e uniformi su scala nazionale, con CNA Balneatori che continua a chiedere al Governo regole stabili per tutelare investimenti e occupazione.
Ampio spazio è stato dedicato anche all’emergenza salvamento e all’erosione del litorale. Gli operatori hanno denunciato la crescente difficoltà nel reperire bagnini di salvataggio, problema che rischia di compromettere l’avvio della stagione balneare. A questo si aggiungono le nuove disposizioni regionali nelle Marche, che impongono la sorveglianza del litorale fino alla presenza dell’ultimo bagnante. «Una norma difficile da applicare e che scarica sui concessionari responsabilità e costi insostenibili», ha ribadito CNA Balneatori. Tra i temi più sentiti è emerso anche quello dell’erosione costiera, che negli ultimi anni ha colpito diversi tratti del litorale pesarese e marchigiano. Gli operatori hanno chiesto interventi strutturali, opere di difesa e ripascimenti programmati, sottolineando come la perdita di arenile comprometta attività economica, sicurezza e fruibilità delle spiagge. «Senza un litorale stabile, parlare di gare e concessioni rischia di diventare un esercizio teorico», è stato evidenziato nel corso dell’incontro. La riunione si è conclusa con l’impegno di CNA Balneatori a proseguire il confronto con le istituzioni nazionali e regionali per garantire alle imprese un percorso chiaro verso il 2027 e soluzioni immediate per la sicurezza in mare e la tutela del litorale.












