Il percorso si lega a doppio filo anche con il progetto “Pesaro Città Cardioprotetta”, avviato dal Comune di Pesaro dieci anni fa per rendere la città sempre più sicura attraverso l’installazione capillare dei defibrillatori sul territorio e la formazione della popolazione. Oggi la rete cittadina può contare su oltre 60 DAE distribuiti nei quartieri, soprattutto in prossimità di impianti sportivi e luoghi ad alta frequentazione, grazie alla collaborazione tra Comune di Pesaro, Croce Rossa Italiana – Comitato di Pesaro, associazioni, imprese e cittadini. «Quando si parla di arresto cardiaco, ogni minuto può fare la differenza – spiegano sindaco e assessori –. La forza di questo progetto è stata la capacità di fare squadra tra istituzioni, volontariato e comunità. Grazie al lavoro della Croce Rossa Italiana – Comitato di Pesaro abbiamo una mappatura costantemente aggiornata dei DAE presenti in città, uno strumento fondamentale perché in caso di emergenza il 118 può immediatamente indicare ai soccorritori il defibrillatore più vicino». Il percorso iniziò nel 2015 con l’installazione del primo defibrillatore nella sede della Questura, in piazza del Popolo. Da allora il progetto è cresciuto costantemente fino a coprire l’intero territorio comunale con dispositivi posizionati nei luoghi pubblici maggiormente frequentati. Negli anni il Comune ha lavorato anche per aumentare la presenza dei dispositivi nei servizi pubblici e nelle attività operative sul territorio. «Abbiamo scelto di dotare di DAE anche le pattuglie della Polizia Locale, proprio per la loro presenza capillare in città e la possibilità di intervenire rapidamente in situazioni di emergenza».
Accanto alla diffusione dei defibrillatori, un ruolo centrale è stato svolto dalla formazione. In questi anni sono stati organizzati corsi gratuiti BLSD aperti alla cittadinanza per insegnare come riconoscere un arresto cardiaco, effettuare le compressioni toraciche e utilizzare correttamente un DAE. «Un defibrillatore può salvare una vita, ma serve anche una comunità preparata a usarlo – aggiungono Biancani, Della Dora e Pandolfi –. Per questo continueremo a investire nella formazione e nella sensibilizzazione, perché una città cardioprotetta è una città più consapevole, solidale e sicura». Il progetto “Pesaro Città Cardioprotetta” è portato avanti grazie al Protocollo d’Intesa tra Comune di Pesaro e Croce Rossa Italiana – Comitato di Pesaro, che cura l’installazione, la gestione e la manutenzione dei dispositivi, oltre all’organizzazione dei corsi di formazione. «Dieci anni dopo quel primo DAE installato in centro – concludono Biancani, Della Dora e Pandolfi – possiamo dire che Pesaro ha costruito un modello importante di prevenzione e sicurezza urbana. Ma il nostro impegno continua: più formazione, più strumenti e più attenzione alla salute pubblica per salvare sempre più vite umane».












