Quanto accaduto ieri sera in Consiglio comunale, con l’assenza determinante di Fratelli d’Italia e la conseguente mancanza del numero legale, non può essere liquidato come un semplice incidente d’aula. Sarà una coincidenza, ma tutto avviene proprio nei giorni in cui il Gruppo Misto e Fano Cresce hanno depositato un’interrogazione sulla crisi dell’Ente Carnevalesca e sul futuro del Carnevale di Fano, dopo che l’assessore al turismo e ai grandi eventi, Alberto Santorelli, aveva annunciato l’intenzione dell’assessorato di assumere direttamente la regia dell’edizione 2027.
Evidentemente la questione del Carnevale, che dovrebbe essere un grande progetto cittadino e non un terreno di conquista politica, sta facendo emergere tensioni che nella maggioranza covavano da tempo sotto la cenere. Quando si passa dagli annunci alle scelte vere — incarichi, ruoli, risorse, visibilità, potere decisionale — i nodi vengono al pettine. O, visto il tema, cadono le maschere.
In questi due anni l’Amministrazione Serfilippi ha potuto beneficiare molto del lavoro avviato dalla precedente amministrazione di centrosinistra: progetti già impostati, cantieri ereditati, finanziamenti ottenuti, interventi da completare. Su questo si è costruita una narrazione abile, fatta di molti comunicati, post continui e operazioni di maquillage amministrativo. Ma governare non significa solo inaugurare, ritoccare o intestarsi ciò che si trova già sul tavolo. Significa avere una visione condivisa sulla città: scuola, sociale, cultura, urbanistica, mobilità, grandi eventi. Ed è su queste partite che oggi emergono limiti, contraddizioni e appetiti interni.
Il caso Carnevale è emblematico: una manifestazione storica, identitaria e popolare, che avrebbe bisogno di trasparenza, partecipazione e competenze, rischia invece di diventare l’ennesimo campo di prova degli equilibri fragili della maggioranza. Per questo chiediamo al Sindaco di chiarire non solo quale futuro immagina per la Carnevalesca e per il Carnevale di Fano, ma anche se la sua maggioranza sia ancora nelle condizioni politiche di guidare con autorevolezza scelte così delicate. Perché dopo appena 2 anni dall’insediamento, se la maggioranza salta su un Consiglio comunale ordinario, il problema non è più solo il numero legale. È il numero politico che non torna.
Da Cristian Fanesi e Dimitri Tinti – Consiglieri comunali – Gruppo Misto












