FANO – “La vicenda del pioppo caduto in via Dante Alighieri su tre auto, di cui una appartenente a Francesca Puglisi, ci spinge a tornare su un argomento sul quale stiamo insistendo da almeno 10 anni”.
“Il comune di Fano non conosce lo stato del suo patrimonio vegetale”.
“Non sa quanto alberi ci sono sul suolo pubblico, non ne conosce la specie, lo stato fisiologico, il valore in termini di benefici ecosistemici”.
“A causa del riscaldamento climatico, eventi come trombe d’aria e downburst, non sono più improbabili e potranno causare danni non solo agli alberi ma anche a tetti e altro. Inoltre, nonostante ci siano Regolamenti e buone pratiche da rispettare, di frequente gli alberi in città subiscono traumi invisibili che li predispongono ai crolli. Si tratta spesso di capitozzature e dei continui scavi stradali durante i quali si tagliano le radici: da questi danneggiamenti parte il marciume che si manifesta, dopo anni, con cadute di rami o dell’intera pianta”.
“Ovviamente esiste una classificazione di rischio che è data dal prodotto tra la pericolosità dell’albero e la fruizione dell’area, intesa come tipologia del bersaglio e la sua frequenza”.
“Solo un censimento del patrimonio arboreo comunale potrebbe permettere al comune di intervenire preventivamente sui casi di maggior rischio”.
“Per questo ogni pianta va classificata e georeferenziata, creando una banca dati sempre aggiornabile in cui inserire la “carta d’identità e il certificato sanitario” di ogni singolo individuo”.
“Con il censimento il comune saprebbe quali alberi sono da monitorare con frequenza annuale, triennale o con un intervallo più lungo; saprebbe quelli che necessitano di essere curati, potati, manutenuti. Invece ne’ gli uffici comunali, che dovrebbero programmare la gestione del verde, ne’ Aset, che è il braccio operativo, sanno nulla”.
“Il censimento inoltre è la base su cui impostare il Piano del Verde, ovvero un programma di gestione e di investimenti sul verde pubblico, con cui individuare gli interventi prioritari, ordinari e straordinari. Ad esempio: quando e come rimettere a dimora gli alberi su Viale Italia, Viale Cairoli, Viale Gramsci e Buozzi?”
“Ma sembra che per dare l’incarico ad un Censimento e ad un successivo Piano non si trovino i soldi. Soldi che ci sono per qualsiasi altra attività dai festival alle sagre, dalle scuole ai campi di calcio”.
“L’albero che è caduto nella notte tra sabato e domenica scorsa sembra fosse fradicio all’altezza del colletto e probabilmente anche nell’apparato radicale. Ora ciò che temiamo è che in maniera frettolosa, si decida di abbatterne altri, per eliminare qualsiasi eventuale ulteriore pericolo”.
“Ma non va bene! Abbiamo bisogno di alberi come l’acqua e l’aria e quelli che abbiamo vanno gestiti con competenza e professionalità, curati e fatti vivere a lungo. Ma chiaramente quelli ad alto rischio e, sottolineamo, solo quelli, vanno abbattuti”.















