FANO – E’ stato l’artefice principale della promozione dalla serie C alla B2 (con l’aiuto fondamentale dello staff tecnico), una categoria che la Virtus non raggiungeva dal 1988. Ora, per Marcello Ippoliti è arrivata la meritata conferma a capoallenatore della Virtus Fano girls: “Ripercorrendo quello che abbiamo vissuto la scorsa stagione – esordisce il coach fanese – devo ammettere che è stata una cavalcata incredibile, un concentrato di emozioni forti che porto ancora dentro. Il gruppo è cresciuto partita dopo partita e il coinvolgimento e calore del nostro pubblico è stato straordinario. Abbiamo superato anche momenti difficili, ma le ragazze sono state bravissime nel compattarsi ancora di più permettendoci di raggiungere questo prestigioso traguardo”.
Nuova stagione, nuova categoria e nuove insidie: “Sarà comunque una sfida totalmente nuova e stimolante – continua Ippoliti – il livello tecnico sarà molto alto, con squadre attrezzate e campi caldi da affrontare ogni fine settimana. Fondamentale sarà la continuità di rendimento evitando il più possibile pause e black out. Per questo dovremo avere un’identità precisa, oltre a coraggio, umiltà e fame di vincere. Dovremo anche essere una squadra resiliente, capace di soffrire nei momenti di difficoltà e di imporre il proprio gioco con personalità”.
Marcello Ippoliti ha in mente un’ideale di squadra: “Il collettivo prima di tutto: non credo nelle individualità isolate ma nel sistema che esalta il singolo. Nella fase difensiva vorrei una squadra aggressiva, che non molla mai un pallone e fa della correlazione muro-difesa il suo punto di forza. In attacco cercheremo di impostare un gioco dinamico, il più possibile rapido e imprevedibile, cercando di sfruttare al meglio le caratteristiche delle nostre attaccanti”.
Il coach della prima squadra femminile si sofferma poi su un punto importante: “Avere una prima squadra in Serie B2 è un traino fondamentale per l’intero movimento femminile della Virtus e del territorio. Diventa un punto di riferimento visibile per tutte le bambine e le ragazze del nostro settore giovanile. Ciò dimostra che con il lavoro e l’organizzazione si possono raggiungere livelli nazionali, creando un senso di appartenenza unico e stimolando la crescita di tutto il vivaio”.
















