Teatri storici patrimonio UNESCO, Ruggeri: “L’esclusione di Fano, Pesaro e Cagli è una ferita da sanare subito”

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MARCHE – “Un traguardo storico che riempie d’orgoglio l’intera comunità marchigiana, ma che al contempo lascia una profonda amarezza per l’esclusione di tre presidi culturali e architettonici di primissimo livello della provincia di Pesaro e Urbino”. Con queste parole Marta Ruggeri commenta l’esito della 48ª sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, riunitasi a Busan in Corea del Sud, che ha ufficialmente iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità il “Sistema dei teatri condominiali all’italiana dell’Italia centrale del XVIII e XIX secolo”.
A seguito del verdetto, la consigliera pentastellata ha depositato un’interrogazione per chiedere alla Giunta regionale chiarimenti immediati sulle motivazioni delle esclusioni e l’avvio di iniziative urgenti per consentire un futuro inserimento delle tre importanti strutture del nord della regione.
“La Regione Marche ha svolto il ruolo di capofila di questo progetto seriale interregionale – sottolinea Ruggeri – e detiene il primato numerico assoluto con ben 8 teatri storici riconosciuti sui 10 complessivi inseriti dall’UNESCO. Questo dimostra l’immenso valore universale del nostro modello di teatro condominiale. Tuttavia, proprio in virtù di questo ruolo di guida, non possiamo accettare passivamente il depauperamento del dossier che ha colpito più province delle Marche e molto duramente il territorio di Pesaro e Urbino”.
L’atto ispettivo entra nel merito delle tre specifiche esclusioni del Teatro Rossini di Pesaro, del Teatro della Fortuna di Fano e anche del Teatro Comunale di Cagli, quest’ultimo escluso dalla lista dei 18 teatri presentati in Corea del Sud a causa di un errore tecnico da parte della Regione, come chiarito recentemente da una sentenza del TAR Marche.
“Il taglio di questi palcoscenici – incalza Ruggeri – rischia di compromettere seriamente la coerenza geografica e l’omogeneità della rete teatrale regionale, penalizzando territori e amministrazioni che hanno investito ingenti risorse storiche, umane ed economiche nella conservazione dei propri spazi. È indispensabile che la Giunta si assuma una chiara responsabilità politica e attivi immediatamente tutti i canali istituzionali, diplomatici e scientifici necessari, in stretta sinergia con il Ministero della Cultura, per un loro futuro inserimento nel Patrimonio UNESCO”.

 

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