FURLO 23 MAGGIO – Circa un centinaio di persone hanno partecipato oggi pomeriggio al sit-in silenzioso organizzato dall’associazione Gens Nova a sostegno della famiglia di Riccardo Branchini, il 19enne di Acqualagna scomparso nell’ottobre 2024. L’iniziativa si è svolta alla Golena del Furlo, a poca distanza dall’invaso dove, il giorno della scomparsa, venne ritrovata l’auto del giovane con all’interno i suoi effetti personali. «Non è una manifestazione, è un abbraccio collettivo», ha spiegato la madre del ragazzo, Federica Pambianchi, ringraziando i presenti per la vicinanza dimostrata. «Per me rappresenta l’umanità e la sensibilità delle persone. È una cosa molto importante», ha detto. La donna è tornata a chiedere con forza lo svuotamento della diga del Furlo: «Vorrei che si capisse quanto sarebbe importante intervenire nell’immediatezza. È una questione di umanità. Sono passati ormai 19 mesi e bisogna tenere conto anche della decomposizione di un corpo. Ho paura che, se un giorno si decidesse di svuotare la diga, poi non ci sarebbe più niente».
Nei giorni scorsi è stata resa nota anche la lettera lasciata da Riccardo prima di sparire, documento finora nelle mani degli investigatori. Un elemento che, secondo la madre, lascia aperte diverse ipotesi: «Non escludo nemmeno la possibilità di una fuga. Lui parla di “involucro esterno”: dice che scompare il corpo, non l’anima. Questa cosa mi dà un po’ di speranza. Però non posso continuare a vivere nel dubbio che sia o non sia nella diga. Ho bisogno di una certezza». A ribadire il senso dell’iniziativa è stata anche la responsabile marchigiana di Gens Nova: «Non siamo qui per fare polemica, ma solo per stare vicini alla famiglia. Questo è il messaggio di oggi». La volontaria ha sottolineato la necessità di dare risposte ai familiari: «Mi auguro che le richieste della mamma vengano ascoltate. Questa famiglia ha bisogno di un punto fermo. Se poi non ci sarà nulla nella diga, almeno si potrà cercare in altre direzioni. Ma mamma, papà, nonna e tutti i familiari meritano risposte. Federica è letteralmente sfinita». Per la famiglia Branchini sono giorni particolarmente difficili. Dopo un primo via libera all’ipotesi di svuotamento della diga del Furlo, la procedura ha subito un nuovo stop. La Provincia di Pesaro e Urbino ha infatti bloccato l’operazione, ritenendo che le condizioni proposte da Enel Green Power non garantiscano adeguatamente la tutela della Riserva naturale e della fauna ittica presente nell’invaso.
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