“La vita va avanti con o senza di me”: la lettera lasciata da Riccardo Branchini prima della scomparsa

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PESARO 21 MAGGIO – A distanza di mesi dalla scomparsa di Riccardo Branchini, emergono nuovi elementi sul caso del 19enne di Acqualagna sparito il 13 ottobre 2024. Nell’ultima puntata di “Chi l’ha visto?” la madre del ragazzo ha letto pubblicamente la lettera lasciata dal figlio sulla scrivania di casa il giorno della scomparsa, fino a oggi conosciuta soltanto dagli inquirenti. “Di solito la parola più usata in messaggi come questo è ‘Scusate’ ma no. Non questa volta. Non ho niente di cui scusarmi che per voi sia stato ‘Branca’, ‘Branco’, ‘Brancoz’, ‘Ricky’ o ‘Riccardo’ sappiate che dentro ero già morto da tempo e oggi ciò che è scomparso è solo l’involucro esterno, ormai schiacciato dal peso della vita, delle paure, ansie, paranoie e per la mancanza di speranza. Vi direi di non sta male per me ma onestamente sono cavoli vostri e ora che non ci sono più è ancora più che inutile. La vita va avanti con o senza di me. Riccardo Branchini”. Parole dure, cariche di sofferenza e rabbia, che sembrerebbero rivolte agli amici del giovane attraverso i soprannomi con cui veniva chiamato. Il caso continua a essere seguito dagli investigatori, mentre familiari e amici chiedono che non si spengano i riflettori sulla vicenda del 19enne scomparso ormai da oltre un anno.

L’iniziativa

Un ritrovo silenzioso, senza slogan né bandiere, per stringersi attorno alla famiglia di Riccardo Branchini. È quello organizzato per sabato 23 maggio alle ore 15 alla Golena del Furlo, nei pressi della diga dove nell’ottobre 2024 furono ritrovati l’auto e gli indumenti del 19enne di Acqualagna, scomparso ormai da oltre un anno e mezzo senza lasciare tracce. L’iniziativa arriva nei giorni successivi al blocco dello svaso della Diga del Furlo, intervento ritenuto fondamentale per approfondire le ricerche del giovane. A promuovere il ritrovo è Gens Nova Marche, organizzazione di volontariato impegnata nella tutela delle vittime delle violenze oltre che della diffusione a 360° della cultura alla legalità. A spiegare il senso dell’iniziativa è Monica Panizza, referente dell’associazione: “Non è una manifestazione perché abbiamo evitato le varie polemiche. Ci ritroveremo alla Golena del Furlo esclusivamente per stare vicini alla famiglia di Riccardo, per fargli sentire la nostra vicinanza”. Panizza ricorda il lungo dolore vissuto dai familiari del ragazzo: “È un anno e mezzo che vedo e conosco questa situazione, uno strazio infinito. Abbiamo deciso di dare un caloroso abbraccio alla famiglia di Riccardo, questo è lo scopo del ritrovo”. Il titolo dell’iniziativa: “Non smettere di cercare Riccardo”. L’incontro vuole quindi essere un momento di vicinanza e sostegno umano, in una vicenda che continua a scuotere il territorio e sulla quale familiari e investigatori cercano ancora risposte.

 

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