MARCHE – Continua l’emorragia nel settore agricolo e della pesca. Nelle Marche ad oggi sono quasi 21mila complessivamente le aziende nel settore (nel 2021 erano oltre 25 mila), e quasi 1.500 nel settore della trasformazione. Tutti i comparti soffrono: dalle coltivazioni agricole, agli allevamenti di animali; dalla silvicoltura alla pesca. In quest’ultimo settore erano complessivamente 630 le attività nel 2021; ora ne sono rimaste 553 cona perdita di 77 unità ripartite tra le varie marinerie con una prevalenza di quelle della provincia di Ancona (-31). Che il settore dell’agricoltura soffra da tempo non è una novità. E le ragioni sono molteplici. Per questa ragione CNA Marche accoglie con favore il nuovo piano strategico integrato per l’agricoltura presentato dalla Regione Marche, una manovra da circa 210 milioni di euro che mette a sistema risorse europee, nazionali e regionali per rafforzare la competitività del settore, sostenere il ricambio generazionale, favorire gli investimenti e accompagnare l’innovazione.
Un intervento che arriva in un momento particolarmente critico per l’agricoltura marchigiana, segnata dall’aumento dei costi di produzione, dalla riduzione della redditività, dalla mancanza di prospettive e da un ricambio generazionale che continua a non decollare. Sempre meno giovani scelgono il lavoro nei campi, mentre le imprese agricole affrontano una fase di trasformazione profonda: molti produttori stanno diventando anche trasformatori del prodotto, assumendo competenze e funzioni tipiche dell’artigianato agroalimentare.
«Il piano della Regione è un segnale importante e necessario» afferma Francesca Petrini, presidente nazionale Agroalimentare CNA. «Il settore agricolo sta cambiando rapidamente: l’agricoltore non è più solo produttore, ma sempre più anche artigiano del cibo, impegnato nella trasformazione, nella qualità e nella valorizzazione del territorio. Per questo servono politiche che riconoscano questa evoluzione e sostengano soprattutto le piccole imprese, che rappresentano la struttura portante dell’agroalimentare marchigiano».
Sulla stessa linea Anna Fenucci, presidente CNA Agroalimentare Marche: «La manovra regionale è utile e tempestiva, ma occorre che le misure siano realmente accessibili alle micro e piccole aziende. Chiediamo interventi semplici, rapidi e mirati: sostegni agli investimenti, incentivi per la trasformazione, strumenti per favorire l’ingresso dei giovani e per garantire continuità aziendale. Senza un’attenzione specifica alle realtà più piccole, il rischio è che una parte importante della filiera resti indietro».
Il piano “Agricoltura 2026‑2028” presentato dal presidente Acquaroli e dall’assessore Rossi mobilita complessivamente 209,8 milioni di euro attraverso il Complemento di Sviluppo Rurale Marche 2023‑2027, gli interventi settoriali della PAC e ulteriori risorse nazionali e regionali. Tra le misure più rilevanti: 17,5 milioni per il Pacchetto Giovani, a sostegno di 100 nuovi agricoltori; 14,8 milioni per l’agroindustria; 6,7 milioni per la diversificazione e gli agriturismi; 5,9 milioni per l’innovazione e la digitalizzazione tramite i Gruppi Operativi PEI AGRI; 76,5 milioni per confermare gli impegni agroambientali e biologici; 84,2 milioni per nuovi bandi dedicati a giovani, investimenti, filiere, qualità, benessere animale e aree montane; 4 milioni per la liquidità delle imprese agricole tramite lo strumento SRD20.
CNA Marche valuta positivamente la volontà della Regione di proseguire il confronto con le organizzazioni di categoria per semplificare e velocizzare le procedure, rendendo gli strumenti più aderenti alle esigenze reali delle aziende. «La sfida ora – conclude Petrini – è far sì che queste risorse arrivino davvero alle imprese che ne hanno più bisogno, quelle piccole e medie che ogni giorno presidiano il territorio e mantengono viva la qualità delle produzioni marchigiane». «Siamo pronti a collaborare con la Regione – aggiunge Fenucci – affinché la manovra diventi un’opportunità concreta per rilanciare il settore, sostenere la trasformazione artigiana dell’agricoltura e rendere il comparto più attrattivo per i giovani».
CNA Marche conferma il proprio impegno a supportare una filiera agricola e agroalimentare che unisce tradizione, innovazione e lavoro artigiano, elementi decisivi per la competitività del territorio.















