Comuni montani, Ruggeri (M5S): «La Regione Marche non ha contato nulla e ha preso in giro sindaci e cittadini»

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MARCHE – «Cronaca di un disastro annunciato, certificato ora dalla Gazzetta Ufficiale. Con il nuovo decreto Calderoli, 29 Comuni marchigiani vengono cancellati con un colpo di penna dall’elenco dei territori montani. È il colpo di grazia definitivo per le nostre aree interne», così la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Marta Ruggeri, che da mesi segue con attenzione la vicenda.

«Da novembre scorso, attraverso ripetuti atti consiliari, avevo denunciato i rischi di questa riforma scellerata, chiedendo alla giunta Acquaroli di svegliarsi e far valere il peso delle Marche a Roma. La risposta? Parole roboanti, fatti imbarazzanti. Le rassicurazioni dell’assessore Consoli si sono rivelate fumo negli occhi, delle vere e proprie prese in giro: gli interventi della Regione hanno avuto un peso politico pari a zero, si sono di fatto inchinati agli interessi del Nord».

Continua Ruggeri: «A pagarne le conseguenze saranno i cittadini e i sindaci dei 29 Comuni marchigiani esclusi, dopo oltre 70 anni, dai benefici della montanità, lasciati soli a gestire una situazione insostenibile. Parliamo di scolarizzazione a rischio con la chiusura di plessi anche appena riqualificati, della fuga dei medici di base per la perdita degli incentivi e della mazzata sulle aziende agricole che perderanno le esenzioni IMU. Città come Urbino, Fossombrone, Tolentino, Arcevia o Castignano vengono declassate dall’oggi al domani da una destra che si riempie la bocca di “tutela del territorio” ma nei fatti desertifica l’entroterra».

«Oltre alla chimera propagandata dalla giunta di un accordo tra tutte le Regioni per allargare i criteri in vista dell’ultimo decreto previsto, concretamente rimane l’ultima flebile speranza dell’accordo del ricorso al TAR che potrebbe salvare il salvabile, e il Movimento 5 Stelle sosterrà con forza la mobilitazione dei territori promossa dall’Uncem. Non assisteremo in silenzio allo smantellamento dei servizi essenziali delle Marche», conclude la capogruppo M5S in Consiglio regionale.

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