La Fondazione Carifano presenta “Vi ritrovo Vitruvio”, mostra personale di Bruno Ceccobelli

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FANO – La Fondazione Carifano presenta “Vi ritrovo Vitruvio”, mostra personale di Bruno Ceccobelli, a cura di Carlo Bruscia, con presentazione critica di Lorenzo Fiorucci, in programma dal 13 giugno al 6 settembre 2026 nella doppia sede di Palazzo Bracci Pagani e della Pinacoteca San Domenico.

L’esposizione sarà inaugurata sabato 13 giugno alle ore 17.30 presso la Pinacoteca San Domenico, dove l’artista Bruno Ceccobelli e Lorenzo Fiorucci dialogheranno davanti a una grande installazione collocata sull’altare dell’ex chiesa. A seguire, il percorso proseguirà a Palazzo Bracci Pagani, sede principale della mostra, dove sarà presentato anche il filmato a cura di Giovanni Lani, dal titolo “Bruno Ceccobelli: un Teosofo materico”.

Con “Vi ritrovo Vitruvio”, Bruno Ceccobelli intreccia la propria ricerca artistica con la figura di Vitruvio e con i temi della misura, dell’architettura, della materia, del simbolo e della visione spirituale. Una mostra che assume un significato ancora più forte nell’anno in cui Fano riscopre il proprio legame con il grande architetto romano e con la memoria della sua Basilica.

«Nell’anno speciale in cui Fano scopre che la propria storia è davvero legata al grande architetto Vitruvio, è naturale dedicare ogni attenzione a questa rivelazione epocale», dichiara Giorgio Gragnola, Presidente della Fondazione Carifano. «La mostra di Bruno Ceccobelli è legata al nome di Vitruvio, ma non per opportunismo dell’ultima ora: quando venne concepita, tanti mesi fa, non c’era ancora stata la conferma che la Basilica del grande architetto fosse effettivamente fanese. Il titolo “Vi ritrovo Vitruvio” era già stato pensato e oggi si conferma di un’attualità unica».

Bruno Ceccobelli, nato a Montecastello di Vibio nel 1952, è tra gli interpreti più riconoscibili dell’arte contemporanea italiana. La sua ricerca, fortemente simbolica e spirituale, attraversa pittura, scultura, assemblaggio e materiali rigenerati, costruendo un linguaggio che unisce memoria, materia, alchimia e interiorità. La sua esperienza artistica è inoltre legata anche alle Marche, in particolare a Urbino, dove è stato insegnante, consolidando un rapporto profondo con questo territorio.

«Dopo la mostra su Omar Galliani, proponiamo un approfondimento su uno degli interpreti più alchemici e mistici dell’arte contemporanea: Bruno Ceccobelli», prosegue Gragnola. «Ceccobelli è umbro, e con noi ha molto in comune, perché, come si dice da sempre, Fano è il mare dell’Umbria. La forza simbolica e spirituale dell’autore è molto legata alla cultura umanistica rinascimentale e marchigiana; la sua frequentazione con Urbino, dove fu insegnante, fa di lui un figlio elettivo della terra marchigiana».

Attraverso simboli, segni e materiali rigenerati, Ceccobelli restituisce all’arte una funzione conoscitiva e quasi iniziatica, trasformando la mostra in un attraversamento della memoria e della coscienza. Fano diventa così non soltanto il luogo che accoglie l’esposizione, ma una presenza viva dentro il lavoro dell’artista: una città che continua a interrogare il passato per ritrovare nel presente nuove possibilità di senso, bellezza e consapevolezza.

«Con questa mostra la Fondazione prosegue un percorso di valorizzazione e divulgazione dell’arte molto coerente e organico», conclude il Presidente Gragnola. «Sfogliando i cataloghi degli ultimi anni e rivedendo i video a corredo delle mostre, emerge un percorso ragionato sulla contemporaneità dal quale non si può prescindere, se il nostro interesse è capire cosa ci circonda e intuire cosa ci aspetta».

La mostra sarà visitabile fino al 6 settembre 2026 nelle sedi di Palazzo Bracci Pagani e della Pinacoteca San Domenico.

Orari di apertura
Giovedì, venerdì e domenica: 21.00–23.00
Sabato: 17.30–19.30 / 21.00–23.00

Ingresso libero

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