Screening mammografico saltato per un trattino nel nome: cittadina presenta reclamo all’AST

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PESARO – Pubblichiamo il reclamo inviato da Anna Maria all’Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’AST Pesaro Urbino. La cittadina denuncia il mancato svolgimento di uno screening mammografico a causa di una presunta discrepanza anagrafica riscontrata nei documenti di identità e chiede chiarimenti sull’accaduto:

Spettabile URP AST Pesaro Urbino,

Con la presente intendo sporgere un formale reclamo in merito al grave disservizio e all’ingiustificato rifiuto di prestazione sanitaria verificatosi in data odierna presso la sede USL di Pesaro (Via Nanterre).

Mi sono presentata regolarmente presso la struttura per effettuare lo screening mammografico, un esame di fondamentale importanza per la prevenzione oncologica. Tuttavia, l’operatrice presente si è rifiutata di erogare la prestazione motivando la decisione con una presunta discrepanza anagrafica: la presenza del trattino tra i miei due nomi (Anna-Maria) sulla Carta d’Identità, a fronte dell’assenza dello stesso su altri documenti.

A nulla è servito esibire ben tre documenti di riconoscimento in corso di validità (Carta d’Identità, Patente di guida e Tessera Sanitaria) né la mia piena disponibilità a sottoscrivere qualsiasi dichiarazione o modulo di responsabilità. L’operatrice si è persino arrogata il diritto di sostenere che la mia patente di guida non fosse un documento valido.

Cosa ancor più grave, l’operatrice non si è nemmeno curata di verificare il mio Codice Fiscale, ovvero l’unico identificativo univoco e vincolante per il Servizio Sanitario Nazionale e per la Pubblica Amministrazione, sufficiente da solo ad attestare con assoluta certezza la mia identità e la corrispondenza con la prenotazione.

Trovo inaccettabile che un controllo preventivo di primaria importanza per la salute venga bloccato da un cavillo burocratico privo di fondamento operativo, specie considerando che i medesimi documenti sono stati ritenuti idonei in qualsiasi altro contesto pubblico e privato (inclusi atti notarili).

Tale comportamento ha comportato per la sottoscritta:

  • La perdita di un esame di prevenzione essenziale, i cui tempi di attesa sono notoriamente lunghi;
  • Un danno economico e organizzativo per la perdita di ore lavorative;
  • Un forte stato di stress e disagio.

Chiedo pertanto a codesto Ufficio di:

  1. Chiarire se la procedura seguita dall’operatrice risponda a direttive aziendali o a un’iniziativa personale non giustificata;
  2. Riprogrammare con urgenza l’esame mammografico non eseguito;
  3. Adottare gli opportuni provvedimenti affinché episodi simili non si ripetano ai danni di altri utenti.

Resto in attesa di un vostro riscontro nei tempi previsti dalla legge.

Cordiali saluti,

ANNA MARIA 

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