Fiera di San Nicola, Fratelli d’Italia: “Decisioni senza coinvolgere le associazioni”

0
19
PESARO – “Siamo alle solite. Nelle iniziative organizzate dall’amministrazione Biancani sembra esserci sempre qualcosa che non funziona. Questa volta a finire al centro delle polemiche è addirittura la storica e celebre Fiera di San Nicola, uno degli appuntamenti più importanti e sentiti della città di Pesaro. Dai giornali apprendiamo oggi che il confronto tra il Comune e le associazioni di categoria si è nuovamente acceso. Al centro della vicenda ci sono due questioni tutt’altro che marginali: il cambio delle date della manifestazione e il mancato coinvolgimento degli operatori e delle loro rappresentanze nelle decisioni e nella conferenza stampa di presentazione”.
Intervengono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Daniele Malandrino, Serena Boresta, Michele Redaelli, Giovanni Corsini e Cristina Canciani.
“Secondo quanto dichiarato dalla presidente di Cda Fiere, nel tavolo del 30 marzo sarebbe stato concordato, attraverso un verbale sottoscritto dai partecipanti, di mantenere la Fiera nelle tradizionali date del 10, 11 e 12 settembre. Successivamente, però, il Comune avrebbe deciso di modificare il calendario senza un nuovo confronto con chi ogni anno lavora e investe in questa manifestazione. Una modalità che, se confermata, sarebbe gravissima. Non è accettabile convocare tavoli, discutere con le categorie, sottoscrivere verbali e poi procedere in tutt’altra direzione senza nemmeno avere la correttezza istituzionale di informare preventivamente gli interessati.
Ancora più sconcertante è apprendere che gli stessi ambulanti avrebbero conosciuto attraverso i giornali non soltanto il cambio delle date, ma anche altre novità organizzative. Stiamo parlando di lavoratori che programmano con largo anticipo la propria attività, soprattutto in un mese come settembre, particolarmente fitto di fiere e manifestazioni in tutta Italia. Spostare una data non significa semplicemente modificare una casella sul calendario: significa incidere concretamente sull’organizzazione e sul lavoro di decine di operatori. A tutto questo si aggiunge un episodio che giudichiamo particolarmente grave: le associazioni di categoria non sarebbero state invitate alla conferenza stampa di presentazione della Fiera svoltasi ieri. Dopo le polemiche dei mesi scorsi e dopo un incontro con il sindaco che avrebbe dovuto ristabilire un rapporto di collaborazione e di rispetto reciproco, ci si sarebbe aspettati un cambio di metodo. È accaduto esattamente il contrario. Questa amministrazione continua a parlare di partecipazione, concertazione e confronto, ma troppo spesso, quando arriva il momento di decidere, il confronto sembra trasformarsi in una semplice formalità. Le categorie vengono ascoltate, magari fotografate attorno a un tavolo, e poi le decisioni vengono prese altrove. La Fiera di San Nicola non appartiene alla Giunta Biancani. È patrimonio della città, degli ambulanti, dei commercianti e delle migliaia di cittadini che ogni anno la frequentano. Proprio per questo meriterebbe organizzazione, trasparenza e rispetto per tutti i soggetti coinvolti. L’amministrazione chiarisca immediatamente quanto accaduto: perché sono state cambiate le date rispetto a quanto sarebbe emerso dal tavolo del 30 marzo? Perché le associazioni non sono state coinvolte prima delle decisioni definitive? E soprattutto, perché non sono state invitate alla conferenza stampa di presentazione? Pesaro non ha bisogno dell’ennesima iniziativa gestita dall’alto. Ha bisogno di un’amministrazione capace di ascoltare davvero e, soprattutto, di rispettare gli impegni assunti. Le associazioni di categoria svolgono un ruolo fondamentale nell’organizzazione e nella gestione di eventi come la Fiera di San Nicola, perché conoscono direttamente le esigenze, le problematiche e le necessità dei veri protagonisti della manifestazione: gli ambulanti. Escluderle o ridurne il ruolo a una semplice presenza formale significa rinunciare a competenze ed esperienza indispensabili per costruire una Fiera che funzioni davvero. Il confronto non può essere una passerella né un adempimento da sbrigare: deve servire a decidere insieme. Altrimenti non si chiama concertazione, si chiama imposizione”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here