Il Palio dell’Oca spegne 40 candeline: dal 1° al 9 agosto a Cagli

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CAGLI – Il Palio dell’Oca torna nel 2026 con un’edizione  “speciale”. L’antica manifestazione di Cagli spegne quest’anno 40 candeline, un traguardo importante che celebra una tradizione che continua a rinnovarsi ogni anno. “Si tratta di una delle manifestazioni storiche – ha spiegato il Vicepresidente dell’Assemblea legislativa, Giacomo Rossi, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’evento – più longeve della Provincia di Pesaro-Urbino. Ogni anno attira migliaia di persone, provenienti non solo dal territorio del Catria e del Nerone, ma anche da fuori i confini regionali, rendendo l’iniziativa una delle rievocazioni storiche più suggestive e partecipate della nostra regione”.
L’evento, realizzato con patrocinio del Consiglio regionale e il contributo del Comune di Cagli, è organizzato dalla “Associazione Giochi Storici Cagli”. Dal primo al 9 agosto il centro cittadino si animerà trasformandosi, tra cortei in costume e atmosfere rinascimentali, in un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto. “Abbiamo riportato in vita 40 anni fa questo antico gioco – ha evidenziato il Vicepresidente dell’associazione, Pierpaolo Nocchi – trasformandolo in una settimana di festa collettiva, con circa 1000 volontari che contribuiscono alla realizzazione dell’intera manifestazione. La grande festa si concluderà domenica 9 agosto con l’evento clou, il Palio, che si terrà nell’Arena di Sant’Emidio”. A sfidarsi saranno i quattro quartieri cittadini Sant’Agostino, Sant’Andrea, Sant’Angelo e San Francesco. In premio l’oca in ferro battuto realizzata dal Maestro Antonio Cerretini. “Un capolavoro artigianale – come hanno spiegato gli organizzatori – che ogni partecipante sogna di portare a casa e che il quartiere vincitore riceverà e conserverà per un intero anno”.
Sono intervenuti alla conferenza stampa anche l’assessore alle Politiche giovanili e al Sociale di Cagli, Leonardo Antinori e, in rappresentanza dell’Associazione Giochi Storici, Stefano Polidori e Lorenzo Sponticcia.

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