FANO – Un ponte teso tra generazioni diverse per esplorare il mondo delle emozioni, abbattendo le barriere dell’età grazie alla condivisione e alla tecnologia. Sabato 23 maggio, a partire dalle ore 10:00, la tensostruttura di fronte a Bagni Carlo (viale Adriatico 84, Fano) ha ospitato l’evento conclusivo di “Piccoli passi, grandi emozioni”, l’innovativo progetto di educazione intergenerazionale che ha visto protagonisti i bambini dei Centri per l’infanzia Dire Fare Giocare e gli anziani residenti di Familia Nova.
L’appuntamento, ormai alla sua sesta edizione, rappresenta un atteso momento di convivialità, festa e scambio in cui le famiglie dei piccoli e i familiari dei residenti della struttura per anziani si ritrovano insieme per celebrare il percorso compiuto durante l’anno, fatto di momenti laboratoriali, condivisione di esperienze sul tema delle emozioni, in particolare gioia, rabbia, gratitudine e tristezza.
I coordinatori delle due realtà coinvolte nel progetto, Francesco Alessandroni direttore di Familia Nova e Francesca Fiorelli per Dire Fare Giocare, hanno presentato con orgoglio la grande novità di questa edizione che vede trionfare il connubio tra sociale e innovazione digitale. Grazie alla preziosa collaborazione con la start up marchigiana Virtualmentis, che propone esperienze immersive a 360 gradi nelle strutture per anziani, è stato infatti realizzato un cortometraggio speciale, presentato poi attraverso speciali visori, utilizzando immagini reali e non contenuti generati digitalmente.
Il breve video “Il baule delle emozioni” permetterà di toccare con mano l’evoluzione del progetto che, quest’anno, si è concentrato proprio sulla scoperta, l’espressione e la condivisione delle emozioni tra l’infanzia e la terza età. L’iniziativa dimostra come la tecnologia, se messa al servizio dell’empatia e della solidarietà, possa diventare uno strumento potentissimo per documentare, valorizzare e far rivivere i legami umani più autentici.
Un ringraziamento all’amministrazione comunale intervenuta, ai coordinatori delle strutture, alla psicologa, agli educatori e alle educatrici e alle famiglie che hanno reso possibile tutto questo. Per una volta la tecnologia non è servita a far litigare persone nei commenti online, ma a creare relazioni vere. Evento raro, quasi da catalogare scientificamente.



















