PESARO E URBINO – Gianluca Vichi, coordinatore organizzativo del Partito Democratico di Pesaro e Urbino e capogruppo di maggioranza di Vallefoglia, interviene sulle recenti dichiarazioni del sindaco di Cagli e candidato Presidente della Provincia. “La candidatura di Alessandri – continua Vichi – nasce come imposizione di alcuni dirigenti dei partiti di destra, non come sintesi del territorio. Prima si è deciso nelle stanze di partito, poi si è provato a raccontare quella scelta come candidatura dell’unità. Ma l’unità non si proclama a posteriori: si costruisce con il dialogo, con il rispetto dei Comuni e con il coinvolgimento reale degli amministratori”.
“La Provincia non è il terreno delle bandierine di partito. È, o dovrebbe essere, la casa dei Comuni: uno spazio istituzionale in cui sindaci e amministratori lavorano insieme sui temi e sui servizi utili per il territorio. Questa impostazione esiste da anni: bastava darle seguito con serietà, senza arroganza e senza pensare che la Provincia fosse una casella da occupare”, aggiunge Vichi. Il Partito Democratico di Pesaro e Urbino ha scelto una strada precisa per il percorso che porterà, domenica 12 luglio, al voto per il nuovo Presidente della Provincia. “Un percorso aperto, plurale – dichiara il membro di segreteria PD – fondato sull’idea che la Provincia debba essere guidata mettendo al centro i Comuni e non le segreterie di partito. È dentro questo percorso che si colloca la proposta a cui ha aderito Maurizio Gambini: una candidatura che nasce per parlare a un campo più largo, agli amministratori locali e a chi crede in un governo provinciale davvero condiviso.”
“Il Partito Democratico di Pesaro e Urbino ha invece scelto un’altra strada: un percorso aperto, plurale – dichiara il membro di segreteria provinciale PD – fuori dagli interessi personali, fondato sull’idea che la Provincia debba essere guidata mettendo al centro i Comuni e non le segreterie di partito. È dentro questo percorso che si colloca la proposta a cui ha aderito Maurizio Gambini, per costruire un percorso decisionale provinciale davvero largo e condiviso”.
“Chi oggi prova a presentare Alessandri come il candidato dell’unione dovrebbe spiegare perché quella candidatura sia stata costruita senza confronto, senza ascolto e senza il minimo tentativo di coinvolgere davvero il territorio. Non basta cambiare narrazione a pochi giorni dal voto: i fatti restano – puntualizza il coordinatore organizzativo – Per noi il punto è semplice: da una parte c’è una candidatura imposta dai partiti della destra; dall’altra c’è un percorso plurale, civico e istituzionale, che mette al centro i Comuni e il futuro della Provincia di Pesaro e Urbino.” “La Provincia merita rispetto, non forzature”, conclude Gianluca Vichi.















