Diabetici, Carloni: “La presa in carico dei pazienti resterà a Marche Nord”

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MARCHE – “La presa in carico dei pazienti diabetici resterà a Marche Nord, ne ho parlato con Assessore alla Sanità Filippo Saltamartini”. Lo rende noto il vice presidente della Giunta della Regione Marche, Mirco Carloni che si è fatto portavoce delle richieste dell’associazione. Infatti, in merito agli articoli usciti questa settimana, sulle richieste dell’associazione diabetici, si è avviata una discussione e si è concordato di ripristinare quattro ambulatori presso la struttura di Muraglia, da dedicare ai pazienti diabetici.
“La crescita esponenziale dei pazienti Covid positivi, che necessitano di ricovero– spiega Carloni – ha comportato, la scorsa settimana, di attivare in tempi rapidi un ulteriore cantiere presso il presidio di Pesaro, per predisporre letti di rianimazione e di cura semintensiva per i pazienti Covid positivi. Questo ha implicato un effetto domino di trasferimenti che hanno comportato anche il temporaneo spostamento della diabetologia presso l’omonimo servizio presente nel presidio Santa Croce di Fano. Si era in precedenza già discussa la possibilità di trasferire questo servizio presso Muraglia, ma per fare questo si rendevano necessari lavori di ristrutturazione di alcuni locali, che era difficile avviare in tempi rapidi, considerando che tutte le risorse sono state prioritariamente indirizzate sui reparti covid, per ovvie ragioni. Le urgenti richieste, pervenute dall’associazione diabetici, sono state discusse in queste ore, riuscendo a trovare una soluzione che non si credeva possibile. Infatti, con la realizzazione di uno spazio che verrà ripristinato attraverso alcuni lavori, quattro ambulatori presso la struttura di Muraglia verranno dedicati alla presa in carico dei pazienti diabetici. I lavori inizieranno già da lunedì 2 novembre e in circa una settimana si concluderanno, consegnando alla diabetologia 4 ambulatori per le attività prima presenti presso il Presidio di Pesaro, con ampi spazi di attesa, percorsi vicini al centro prelievi ed una dotazione di bagni coerente con le richieste che non era stato possibile esaudire presso il Presidio di Pesaro”.

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