Caso Torelli, Giunone: “Non basta indignarsi, servono percorsi educativi”

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FANO – “Di fronte ai recenti fatti che hanno interessato il Liceo Torelli, legati alla diffusione della  poesia sul tema dello stupro, l’Associazione Giunone avverte il dovere di condividere una  riflessione aperta con la cittadinanza. Desideriamo esprimere il nostro profondo dispiacere  e la nostra sincera preoccupazione per un episodio che colpisce la sensibilità della  comunità scolastica, di tutte le famiglie fanesi e che tocca un tema delicatissimo come  quello della dignità e del rispetto delle donne”. 

“Vedere dinamiche che richiamano la cultura dello stupro o la minimizzazione della  violenza emergere in un contesto educativo è un segnale che ci tocca da vicino e che non  può lasciarci indifferenti”. 

“Allo stesso tempo, avvertiamo un sincero rammarico nel constatare come, di fronte a  eventi di questo tipo, ci si fermi spesso alla reazione del momento. I dati del nostro lavoro  sul territorio negli anni passati ci dicono chiaramente che notiamo ancora una fatica diffusa  e una scarsa partecipazione quando si tratta di fare prevenzione in modo strutturato e  quotidiano”. 

“Come Associazione Giunone in questi anni abbiamo investito tantissime energie sul  territorio, promuovendo progetti , incontri e spazi di ascolto per i giovani, le famiglie e le  scuole. Ricordiamo alcuni dei nostri progetti, di cui alleghiamo locandine: 

  • “Lo specchio dei tempi” Dramma sulla violenza di genere;  
  • “Ma quali complimenti?” Il Catcalling;  
  • “Com’eri vestita” mostra diffusa;  
  • e il prossimo “Io ti credo” che si terrà giovedì 2 luglio presso ex chiesa di San  Francesco, una conferenza interpretativa in collaborazione con l’associazione Oltre il sipario”. 

“Il nostro report constata che i progetti di Giunone nelle scuole superiori non sono stati  accolti oppure lo sono stati in modo frammentario nel territorio fanese, lasciando  l’adesione alla sensibilità di singole classi o di singoli docenti, anziché diventare una scelta  di sistema dell’intero istituto. La cultura del rispetto non si costruisce solo sull’onda  dell’emotività o della condanna, ma attraverso un lavoro costante e condiviso, capace di  disinnescare certi linguaggi prima che diventino un problema”.

“Abbiamo fatto tanto, e ne siamo orgogliose, ma l’episodio del Torelli ci ricorda con forza  che la strada è ancora lunga e che c’è ancora moltissimo da fare. I passi avanti si fanno solo insieme. Per questo, nel confermare il nostro impegno sul  campo, rivolgiamo un invito alle istituzioni, alle scuole e alle famiglie del territorio: non  limitiamoci a commentare l’accaduto, ma uniamo le forze per sostenere percorsi educativi  continui e coraggiosi. L’Associazione Giunone c’è, pronta a fare la sua parte, convinta che  solo una partecipazione attiva e costante possa fare la differenza per i nostri ragazzi”.

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