Assemblea Trasporti di Confartigianato, confermato il fermo dal 25 maggio

0
13
MARCHE – Carburanti alle stelle, costi insostenibili e imprese ormai impossibilitate a continuare a lavorare. Si è alzata da Jesi la voce delle aziende del trasporto e della logistica, pronte al fermo dal 25 maggio se non arriveranno risposte immediate dal Governo. L’occasione, l’Assemblea del settore Trasporto e Logistica di Confartigianato Imprese Ancona-Pesaro e Urbino che si è riunita presso l’Interporto Marche.
Oltre 60 gli imprenditori presenti in sala, ai quali si sono aggiunti 20 operatori collegati da Francia, Austria, Germania e Spagna, impossibilitati a partecipare perché impegnati in attività lavorativa.
Presenti, inoltre, tutti i Consorzi e le Cooperative delle province di Ancona e Pesaro Urbino — CAM Jesi, CAF Falconara, ATS Ancona, ASA Fabriano, CTF Fossombrone, CARP/PARCO TIR Pesaro e Fanotransservice Fano — a rappresentare complessivamente oltre 500 imprese del territorio.
Nel corso dell’assemblea è intervenuto Angelo Pisa, Presidente Trasporti di Confartigianato Ancona-Pesaro e Urbino.
“L’assemblea ha ribadito con fermezza l’importanza e la centralità delle quattro richieste già da tempo evidenziate da UNATRAS al Governo”, ha dichiarato Luca Bocchino, responsabile del Settore Trasporti di Confartigianato Ancona-Pesaro e Urbino.
La categoria non chiede il riconoscimento di privilegi, ma la sola sopravvivenza del settore attraverso:
  • Stanziamento immediato di 500 milioni di euro per compensare l’impennata dei prezzi;
  • Misure di liquidità, con rimborso automatico delle accise su domanda e sospensione dei pagamenti di imposte, contributi previdenziali e premi assicurativi;
  • Introduzione di una nota esplicativa sul fuel surcharge che definisca regole trasparenti e uniformi, con l’obiettivo di costituire un valido supporto nelle negoziazioni con la committenza;
  • Azioni concrete e monitoraggi costanti contro le speculazioni che alterano ingiustamente i prezzi dei carburanti al dettaglio, fenomeno tuttora dilagante”.
Dal 28 febbraio, giorno dell’inizio della guerra, il settore ha subito un aumento incontrollato dei prezzi del carburante e del gasolio, con un incremento dei costi per le imprese pari al 30-35% e un aggravio di circa 1.500 euro mensili per ciascun mezzo. Costi che le imprese, sin dall’inizio della crisi, non hanno potuto né voluto trasferire lungo la filiera, ma che oggi impediscono la prosecuzione dell’attività lavorativa.
Nella giornata di venerdì è giunta la convocazione da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il prossimo 23 maggio, alla presenza del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del Ministro Matteo Salvini, del Viceministro Edoardo Rixi e dell’On. Stefano Caldoro, consigliere del Presidente del Consiglio per le tematiche afferenti alle parti sociali.
Il fermo del settore, ad oggi confermato dalle ore 00.00 del 25 maggio alle ore 24.00 del 29 maggio, “non rappresenta una scelta ma una necessità”, è stato ribadito nel corso dell’assemblea, “per impedire danni irreversibili”.
Già nella scorsa settimana, nell’ambito di un’azione coordinata a livello nazionale, Confartigianato aveva richiesto incontri alle Prefetture per rappresentare con maggiore efficacia le istanze della categoria.
Confartigianato Imprese Ancona-Pesaro e Urbino, insieme alle altre associazioni di categoria, ha provveduto alle comunicazioni previste alle Prefetture e Questure di Ancona e Pesaro.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here