Dal 22 al 24 maggio Fermignano si prepara ad accogliere la nona edizione di “Stacciaminaccia”, il festival di letteratura per l’infanzia promosso dal Comune di Fermignano, che negli anni è diventato un punto di riferimento culturale per famiglie, scuole, educatori e operatori del settore. Un progetto che, fin dalla sua nascita, ha scelto di andare oltre la dimensione dell’evento, trasformandosi in un percorso educativo e culturale diffuso capace di coinvolgere l’intera comunità.
Il tema scelto per questa edizione è “Tutti contro tutti”, una provocazione che parte dall’attualità per interrogarsi sul significato del conflitto e sulle modalità attraverso cui può essere attraversato, compreso e trasformato.
«Quest’anno “tutti contro tutti” è ciò che ci sembra di vivere ogni giorno, sia a livello globale che locale – spiega la direttrice artistica Alice Toccacieli –. Abbiamo deciso di partire da qui perché il conflitto è una dimensione ineliminabile dell’essere umano, ma esistono molti modi per viverlo. L’arte e l’immaginazione sono pratiche perfette per cambiare prospettiva, per costruire situazioni in cui il conflitto possa essere attraversato e trasformato».
Il festival arriva al termine di un percorso iniziato già nei mesi scorsi con incontri e momenti di formazione rivolti a docenti ed educatori, pensati per fornire strumenti utili ad affrontare il tema nelle scuole e nei contesti educativi. «Ora è il momento di tirare le fila del seme seminato a marzo», sottolinea Toccacieli.
Una visione condivisa anche da Roberta Sideri, coordinatrice pedagogica del festival: «Gran parte del lavoro svolto in questi mesi è stato costruito insieme ai servizi educativi del territorio, ciascuno impegnato a creare all’interno delle scuole uno spazio adatto ad affrontare il conflitto come risorsa educativa. Il progetto è stato pensato come un laboratorio a tappe, un processo fatto di collegamenti e relazioni». Quest’anno partecipano cinque scuole: nido d’infanzia comunale, Scuola dell’infanzia e primaria ISC D. Bramante, Scuola dell’infanzia paritaria “L’Alveare”, Scuola dell’Infanzia paritaria San Silvestro (Associazione Paoloni Mons. Dante ODV), Associazione L’albero Maestro, Il nido piccola fucina Imab.
Stacciaminaccia si conferma anche un’importante esperienza di rete culturale. Centrale, in questa edizione, la collaborazione con ISIA Urbino, che ha contribuito alla costruzione dell’identità visiva del festival attraverso il lavoro di alcune studentesse del corso di illustrazione.
«Mettere le competenze dell’ISIA a disposizione dei comuni e delle realtà del territorio è parte del nostro ruolo – spiega il direttore Francesco Biagetti –. Da questa esperienza possono nascere collaborazioni sempre più importanti. Vorremmo arrivare alla pubblicazione di un albo illustrato dedicato al festival, perché guardiamo ai lettori del futuro e crediamo che proprio da Fermignano possa partire uno stimolo significativo».
Le studentesse Alice Picari, Irene Volpiano e Chiara Castellani hanno tradotto il tema del conflitto in immagini fortemente evocative: figure antropomorfe, mostruose e animalesche che si affrontano ma allo stesso tempo si cercano, in una rappresentazione che vuole mostrare come il conflitto possa trasformare e mettere in relazione.
«Abbiamo voluto raccontare il conflitto anche nella sua dimensione di gioco – spiegano –. I personaggi sembrano combattere ma allo stesso tempo si muovono gli uni verso gli altri. Il conflitto rende più brutali, più “bestiali”, e abbiamo cercato di portare questa trasformazione dentro l’immagine. Abbiamo usato tecniche differenti nello stesso spazio proprio per sottolineare come la diversità possa diventare motivo di scontro ma anche occasione di incontro».
Per l’assessore agli eventi Monica Scaramucci, il festival rappresenta una precisa scelta di politica culturale: «Stacciaminaccia non è un semplice contenitore di eventi. È un progetto che costruisce reti di comunicazione attorno alle “persone piccole”, alle infanzie. È un lavoro lento, che richiede tempo, ma che lascia un seme. Negli anni il festival è cresciuto coinvolgendo scuole, biblioteche e personalità del mondo della cultura, aprendosi sempre di più al territorio e creando ponti tra generazioni: dall’asilo fino all’ISIA».
Scaramucci sottolinea anche il valore educativo del tema scelto: «Parlare di conflitto oggi è una sfida sociale. Non vogliamo limitarci a parlare di pace invertendo semplicemente il paradigma. Il conflitto esiste e non va considerato solo in termini negativi: bisogna imparare ad affrontarlo, viverlo come occasione di crescita e come sfida culturale».
Il programma del festival proporrà incontri, laboratori, letture, spettacoli e momenti partecipativi rivolti non solo alla fascia 0-6 anni, cuore originario del progetto, ma all’intera comunità. Tra gli appuntamenti più attesi, sabato pomeriggio la grande battaglia di cuscini in piazza coinvolgerà bambini, famiglie e spettatori in uno spettacolo collettivo e partecipato. Domenica spazio anche alla creatività degli adulti con il laboratorio “dai 3 ai 99 anni” dedicato alle illustrazioni di tessuto.












