Uniurb rende omaggio a Carlo Bo nel 25° anniversario della sua scomparsa

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URBINO – A venticinque anni dalla scomparsa, l’Università degli Studi di Urbino ha ricordato Carlo Bo, questa mattina, con un momento di raccoglimento nell’Aula Magna del Rettorato e con l’inaugurazione di un pannello fotografico che lo raffigura e apre la futura “Galleria dei ritratti”. In corso di allestimento negli spazi di ingresso del Rettorato, la Galleria riunirà le immagini di chi ha condotto l’Università a partire dallo Statuto del 1895.

«Carlo Bo  ha osservato il Rettore Giorgio Calcagnini – ha guidato questo Ateneo lasciando un’impronta che appartiene alla memoria sì, ma soprattutto al nostro presente attraverso un’idea di Università come Scuola di libertà e di dialogo ininterrotto tra le personeL’inaugurazione del suo ritratto all’ingresso del Rettorato si deve a questo sentimento. Chi salirà queste scale incrocerà il suo sguardo prima ancora di entrare negli uffici dell’Ateneo. Un segno di grande significato che richiama ogni giorno la storia da cui proveniamo e la responsabilità con cui siamo chiamati a costruire il futuro. Le azioni lasciano davvero il segno quando indicano una traiettoria chiara e diventano esempio, continuità. Il compito che Carlo Bo ci ha affidato è di creare le condizioni perché la nostra Università continui a crescere senza smarrire la propria anima».

Alle parole del Rettore sono seguite quelle di Padre Andrea Ricatti, che ha messo in relazione l’eredità culturale di Carlo Bo con la vita dell’Ateneo e con le attese delle nuove generazioni. «“Qui batte il cuore dell’Italia”. La frase di Bo che accompagna il suo ritratto mi ha fatto sentire il suono di un cuore e tutta la vita che scorre in questa nostra comunità accademica che lavora, studia, impara, che sogna. Mi piace pensare che Urbino e Uniurb custodiscano le speranze dei giovani, offrendo loro il tempo e lo spazio per farle diventare conoscenza e poi progetto. L’augurio che rivolgo, anche ai docenti e al personale tecnico-amministrativo, è di continuare a far battere quel cuore, per immaginare il futuro con la stessa fiducia che Bo ci ha consegnato».

Il tributo all’indimenticato Rettore ha trovato espressione anche nel commento di Tiziana Mattioli, curatrice della “Galleria dei ritratti”, che non ha potuto prendere parte alla cerimonia. «Il grande pannello che oggi abbiamo presentato, e che ritrae Carlo Bo nello studio della sua casa milanese, fotografato da Gianni Gelmi, inaugura, in un anniversario importante, con autorevolezza e con bellezza, una serie che sarà presto completata, di tutti gli amministratori dell’Ateneo urbinate, a far capo dal 1895 – dal nuovo Statuto – sino al presente. Daremo corpo così ad una installazione che abbiamo voluto pienamente armonizzata con gli spazi di ingresso del Rettorato: con la figura e i colori del Gentiluomo là presente nel grande affresco, con la fuga verticale delle finestre delle soprallogge e con tutta la luce che scende dall’impluvium. La nostra preoccupazione è stata quella di ricercare l’armonia, perché ogni elemento apparisse parte naturale di questo spazio: così per la presenza di Carlo Bo, così per l’immagine di quanti ne hanno raccolto la lezione culturale e morale».

L’omaggio dell’Università a Carlo Bo proseguirà il 30 settembre con un appuntamento organizzato insieme alla Fondazione Carlo e Marise Bo e al Corriere della Sera. Nel corso dell’incontro sarà presentato il primo di quattro volumi dedicati agli articoli che Bo pubblicò sul quotidiano milanese, un progetto editoriale che restituirà una parte significativa della sua attività di intellettuale e di osservatore della vita pubblica italiana.

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