Tari, Fanesi e Tinti: “Dopo gli aumenti del 2026, cosa accadrà a Fano nel 2027?”

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FANO – “Le notizie di questi giorni sugli aumenti della TARI nella nostra provincia meritano qualche riflessione anche a Fano. Sui giornali si parla soprattutto di Pesaro, dove l’incremento 2026 si è fermato al 4,1%, ma a Fano le tariffe sono aumentate mediamente dell’8,14% per le famiglie – praticamente il doppio – e dell’11,81% per le utenze non domestiche, cioè per le attività economiche”.

“Sappiamo che gli incrementi derivano dal nuovo PEF (Piano Economico Finanziario) 2026-2029 e dal metodo tariffario stabilito da ARERA e non sono quindi semplicemente decisi dai singoli Comuni. Ma proprio il neopresidente della Provincia e dell’ATA Rifiuti, Alberto Alessandri, ha spiegato che nel 2027 è previsto un ulteriore adeguamento e che i Comuni possono intervenire con proprie risorse per contenere l’impatto”.

“Nel 2026 a Pesaro l’aumento è stato contenuto, a Fano il risultato è stato un incremento doppio per le famiglie e ancora maggiore per le attività economiche. Una differenza sulla quale la Giunta Serfilippi e l’assessore alle Finanze Santorelli avrebbero dovuto dare spiegazioni già nel Consiglio comunale di luglio. Non lo hanno fatto, nel sostanziale silenzio della maggioranza di centrodestra. Forse, nel frattempo, si era esaurito anche quel “tesoretto”, derivante dal recupero dell’evasione lasciato dalla precedente amministrazione, utilizzato in larga parte nel 2025? D’altronde era l’anno delle elezioni regionali”.

“Ma ora la questione è soprattutto capire cosa accadrà nel 2027. Quale scenario si prospetta per Fano e come evitare che su famiglie e attività economiche si abbatta un’altra stangata come quella del 2026?”

“La domanda è ancora più necessaria alla luce di quanto accaduto appena due mesi fa. ASET ha prodotto utili straordinari e il Comune, che ne detiene circa il 97%, ha scelto quest’anno di prelevare dall’azienda 2 milioni di euro di dividendi in più rispetto agli 1,3 milioni già previsti a bilancio e destinati al Comune anche negli anni precedenti. Una scelta precisa: anziché lasciare quei 2 milioni ad ASET perché potesse re-investirli nel miglioramento e nell’efficienza dei servizi e, in prospettiva, anche nel contenimento dei costi, la Giunta ha preferito portarli nel bilancio comunale e distribuirli su numerosi interventi”.

“Nel Consiglio comunale di fine luglio avevamo provato, insieme alle altre forze di opposizione, almeno a correggere quelle priorità, proponendo maggiori risorse per servizi educativi, famiglie fragili e anziani non autosufficienti. Emendamenti respinti da una maggioranza di centrodestra rimasta sostanzialmente silente e allineata alle scelte della Giunta”.

“Certo, nessuno sostiene che gli extra-dividendi ASET potevano essere utilizzati con un colpo di bacchetta magica per cancellare gli aumenti della TARI. Ma le scelte politiche esistono eccome: quanto prelevare da un’azienda pubblica di cui il Comune detiene il 97%? Quanto lasciare ad ASET perché possa reinvestire, migliorare i servizi e contribuire nel tempo a contenerne i costi? E come utilizzare le risorse comunali per sostenere maggiormente le famiglie più in difficoltà, sulle quali gli aumenti pesano di più?”

“Dopo una TARI cresciuta a Fano molto più che a Pesaro, e con un nuovo adeguamento già previsto per il 2027, questa maggioranza non può limitarsi ad alzare le mani quando arrivano i conti, come se fosse sempre colpa di qualcun altro o del destino cinico e baro”.

“La Giunta dica piuttosto ai fanesi quale strategia intende mettere in campo per contenere gli aumenti ed evitare che, anche nel 2027, a pagare il conto siano ancora una volta famiglie e attività economiche”.

Cristian Fanesi
Dimitri Tinti
Consiglieri comunali Gruppo Misto Fano

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