PESARO 18 SETTEMBRE – Due coltellate alla schiena, poi la corsa verso l’ospedale, dove è riuscito ad arrivare prima di crollare all’ingresso, coperto di sangue. Il ferito è un ragazzo tunisino di 18 anni residente nell’Urbinate. I fendenti gli hanno perforato entrambi i polmoni: la prognosi è di 45 giorni. L’aggressione è avvenuta poco dopo l’ora di pranzo vicino al sottopasso dei Cappuccini. Secondo una prima ricostruzione, tutto sarebbe iniziato su un treno diretto a Pesaro, dove il diciottenne avrebbe conosciuto una ragazza. Una volta scesi, vicino al sottopasso, la giovane sarebbe stata notata da un 24enne di origine marocchina. Il movente è ancora da chiarire: tra le ipotesi al vaglio degli investigatori ci sarebbero la gelosia o contrasti precedenti. Il 24enne avrebbe estratto un coltello e colpito per due volte il diciottenne alla schiena, per poi fuggire. La polizia lo ha rintracciato circa due ore dopo nella zona di Pantano, mentre si spostava in bicicletta. In tasca aveva un coltello, sequestrato e affidato alla Scientifica. Il giovane, senza fissa dimora e già conosciuto dalle forze dell’ordine, è stato arrestato per lesioni gravissime aggravate dall’uso dell’arma. Avrebbe ammesso l’accaduto, sostenendo però di essersi difeso. Le immagini delle telecamere saranno utilizzate per chiarire la dinamica. Non è esclusa una possibile riqualificazione dell’accusa in tentato omicidio.
LE PAROLE DI NICOLA BAIOCCHI
Sul caso interviene Baiocchi, che lega l’episodio al tema della sicurezza e dell’immigrazione. «Sono ormai più di dieci anni che denunciamo questo gravissimo fenomeno nella città di Pesaro – afferma il consigliere regionale di Fratelli d’Italia – soprattutto nella zona dove è avvenuta anche questa aggressione». Baiocchi attribuisce poi la situazione alle politiche sull’immigrazione adottate negli anni passati: «Questo è il frutto di scelte sbagliate di decenni che purtroppo ci hanno portato a una situazione allo stremo, incontrollabile». Il consigliere regionale critica anche il modo in cui, a suo giudizio, il tema della sicurezza sarebbe stato affrontato a Pesaro: «La gente è veramente molto stanca e quello che si è fatto soprattutto a Pesaro in tantissimi anni, quello di minimizzare, di far finta di niente, di dire sempre che un problema di sicurezza non esisteva, ha portato a questi effetti». Baiocchi conclude tornando sul tema dell’integrazione: «Siamo veramente stanchi perché continuiamo ad aiutare persone che non hanno alcuna voglia di farsi aiutare, alcuna voglia di essere integrate».













