PESARO – Proseguono le ricerche di Riccardo Branchini. La Regione Marche ha autorizzato lo svaso dell’invaso della Diga del Furlo, sul fiume Candigliano, approvando il piano operativo che consentirà ulteriori verifiche nell’area su cui si concentrano le indagini. Il giovane è scomparso nell’ottobre del 2024. La sua auto era stata ritrovata nei pressi della diga, con all’interno gli effetti personali: un elemento che fin da subito ha indirizzato l’attenzione degli investigatori verso quella zona. «Siamo soddisfatti perché comunque in particolare la signora Pambianchi, sin dall’inizio comunque della scomparsa di Riccardo, ma anche questa difesa tecnica aveva chiesto lo svaso della diga. Per noi è un importante passo avanti perché significa comunque avere la certezza che Riccardo o non si trova in quella diga o al contrario, sarebbe un triste epilogo per questa cosa, ma in entrambi i casi sarebbe dare la risposta ai genitori».
A parlare è l’avvocato Elena Fabbri, legale della famiglia, che sottolinea anche la complessità e il peso emotivo dell’operazione. «Certo non si tratta comunque di una passeggiata perché lo svaso della diga, specialmente per la famiglia, i parenti comunque di Riccardo, significa andare a cercare ovviamente un corpo, quindi è un momento sicuramente sofferto e delicato, però un passaggio desiderato, voluto perché la famiglia ha bisogno di risposte». Il via libera rappresenta quindi un passaggio cruciale nelle ricerche, richiesto fin dall’inizio sia dai familiari sia dalla difesa. «La mamma, questa difesa e tutti quanti ci siamo attivati affinché si potesse arrivare a questo risultato e oggi quello che era stato anticipato dalle testate giornalistiche, finalmente ha una autorevolezza data appunto dall’autorizzazione che ci è pervenuta nella data odierna».












