Riccardo Branchini, ok allo svaso della Diga del Furlo. La madre: “Hanno ascoltato il mio grido di dolore”

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Nuove ricerche per Riccardo Branchini. La Regione Marche ha dato il via libera allo svaso dell’invaso della diga del Furlo, sul fiume Candigliano, autorizzando il piano operativo che consentirà ulteriori verifiche nell’area dove si concentrano le indagini. Il giovane è scomparso nell’ottobre del 2024. La sua auto era stata ritrovata nei pressi della diga, con all’interno gli effetti personali, elemento che fin da subito ha indirizzato l’attenzione degli investigatori verso quella zona. Nelle prossime settimane Enel Green Power, che gestisce l’impianto, fermerà progressivamente la produzione di energia e avvierà lo svuotamento dell’invaso. È previsto il rilascio controllato di circa 450 mila metri cubi d’acqua, fino a portare il livello sotto la quota minima di regolazione. Un’operazione delicata, che durerà circa una settimana, studiata per garantire il deflusso a valle ed evitare criticità ambientali e idrogeologiche. Conclusa questa fase, potranno partire nuovi rilievi e attività di ricerca nell’area.

A commentare la decisione è la madre del giovane, Federica Pambianchi, che in una lunga lettera ha voluto ringraziare le istituzioni e tutte le persone coinvolte. Tra i passaggi più significativi, il ringraziamento al presidente della Regione, Francesco Acquaroli: «Ha ascoltato il mio grido di dolore, dandosi subito da fare, senza voltarsi dall’altra parte». Nel testo, la madre ripercorre i mesi trascorsi dalla scomparsa del figlio, definendoli «un’attesa infinita, fatta di silenzi che fanno rumore». Lo svuotamento della diga rappresenta, scrive, «molto più di un atto concreto»: la possibilità di cercare una verità attesa da oltre un anno e mezzo. «Forse lì sotto c’è una risposta. E io ho bisogno di saperlo. Una madre ha bisogno di sapere». Parole che restituiscono il peso di una vicenda ancora aperta e la speranza che le nuove operazioni possano portare elementi utili a chiarire cosa sia accaduto.

La versione integrale della lettera

Sono Federica Pambianchi, la mamma di Riccardo Branchini, scomparso il 13 ottobre 2024 alla diga del Furlo.

Da quel giorno il tempo non è più tempo.
Sono passati più di 18 mesi, ma per me è sempre quella sera.
Un’attesa infinita, fatta di silenzi che fanno rumore, di notti senza respiro, di pensieri che non danno pace.
E dentro, sempre lo stesso dubbio: feroce, continuo, insopportabile.

Mio figlio.
Il mio Riccardo.
Il mio Richi.

Ora quella diga sarà svuotata.
E in quel vuoto c’è tutto il mio cuore.
C’è la mia paura più grande.
C’è la speranza che mi tiene ancora in piedi.

La Regione Marche ha accolto la mia richiesta di svuotamento della diga.
Per me questo rappresenta molto più di un atto concreto: è la possibilità di cercare una verità che inseguo da quel maledetto 13 ottobre.

Forse lì sotto c’è una risposta.
Forse lì sotto c’è la verità che cerco da oltre 18 mesi.
E io ho bisogno di saperlo.
Una madre ha bisogno di sapere.

Sento anche il bisogno di dire grazie.

Grazie per l’impegno e per la grande umanità con cui questa richiesta è stata accolta e portata avanti. In un dolore così profondo, nulla è scontato. E fa la differenza.

Voglio dire grazie, con un filo di voce ma con tutta l’anima, al presidente Francesco Acquaroli.
Ha ascoltato il mio grido di dolore, dandosi subito da fare, senza voltarsi dall’altra parte.
Ha dato valore al grido di una madre.
E questo non lo dimenticherò mai: gli sarò grata per tutta la vita.

Grazie ai tecnici della Regione Marche, che mi hanno accolta con rispetto e umanità, lavorando con impegno per aiutarmi a trovare quella risposta che inseguo ogni giorno.
Grazie a Diego Zanchetti, per la sua grande umanità e per non essere rimasto indifferente davanti al mio dolore.
Grazie al consigliere regionale Nicolò Pierini, per la sua vicinanza concreta e per parole che non dimenticherò mai: «Sono un babbo, e so cosa significa amare un figlio. L’amore per i propri figli è sacro».
Grazie al deputato Antonio Baldelli, per la comprensione e il supporto.
Grazie a Ennio Esposito, per la sua umanità e per avermi accompagnata con discrezione e rispetto.
Un grazie speciale al mio avvocato, Elena Fabbri, per aver creduto in questa scelta fin dall’inizio.

Grazie alla Procura di Urbino, alla Prefettura di Pesaro-Urbino, alla Provincia di Pesaro e Urbino, a Enel Green Power, all’ATO, ai Comuni di Acqualagna e Fermignano, ad ARPAM e a tutti gli enti coinvolti.

Mi state dando qualcosa che per me vale tutto: la possibilità di conoscere la verità.
Io non cerco altro.
Cerco mio figlio.
Cerco una risposta.
Cerco la fine di questo dolore sospeso.

Riccardo, amore mio…
ovunque tu sia, la mamma ti sta cercando.
Ogni giorno. Ogni istante.
Con tutto l’amore che esiste al mondo.

E se sei lì sotto…
io arriverò fino a te.

Perché una mamma non si ferma.
Una mamma non si arrende.
Una mamma ama, oltre il tempo, oltre il dolore, oltre tutto.

Grazie.
Con tutto il cuore.

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