Rottura dell’acquedotto, Biancani: «Ora il riequilibrio degli investimenti definiti dall’Aato. La condotta principale deve diventare una priorità per l’intero territorio provinciale»

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«Ora il riequilibrio degli investimenti definiti dall’Aato. Quanto successo in questi giorni dimostra ancora una volta che non possiamo più rinviare il rifacimento della condotta principale dell’acquedotto. Pesaro è rimasta senz’acqua per due giorni e questo non è sostenibile. Ora dobbiamo trasformare quanto accaduto in una scelta precisa sulle priorità degli investimenti». Il sindaco Andrea Biancani torna sul tema della rete acquedottistica dopo le tre rotture che hanno interessato la condotta principale da venerdì sera e annuncia che nei prossimi giorni invierà una comunicazione ufficiale all’Aato per chiedere una redistribuzione più equa (in base anche al numero della popolazione e ai servizi forniti) degli investimenti. Questo perché, spiega il sindaco: «I pesaresi, pagano già nelle loro bollette gli investimenti che ricadono in tutto il territorio provinciale ed è giusto che buona parte di tali risorse venga utilizzata per restituire un servizio fondamentale a tutta la città. Le risorse ci sono, vanno spese con il giusto equilibrio territoriale. Una condotta che serve 230mila abitanti non è pensabile possa essere lasciata nelle attuali condizioni».

«La parte più vecchia della condotta, realizzata in cemento, è quella che oggi presenta le maggiori criticità. Per il suo rifacimento complessivo servono oltre 50 milioni di euro e, grazie al lavoro di Marche Multiservizi, oggi ne abbiamo 22 già finanziati, che consentono interventi su 10 Km dei 27 complessivi della condotta. È un risultato importante, ma non sufficiente: per completare l’intervento sulla parte rimanente servono circa altri 30 milioni» ricorda il sindaco nel sottolineare che «La condotta non serve esclusivamente Pesaro, ma alimenta un bacino di circa 230mila abitanti, pari a circa due terzi della popolazione della provincia», interessando Pesaro, Fano, Montelabbate, Vallefoglia, Tavullia e parte dei territori di San Costanzo e Cartoceto.

«Per questo – sottolinea Biancani – mi rivolgo al presidente dell’Aato e a tutti i sindaci della provincia per investire al più presto i 30 milioni mancanti. Se Regione e Stato non li finanzieranno entro pochi mesi, chiedo ai sindaci dell’Aato di destinare dal prossimo anno le risorse che già i nostri cittadini pagano per questo intervento. In cinque anni possiamo mettere in sicurezza la parte più critica che serve non solo Pesaro e i pesaresi ma ben 7 comuni».

Il sindaco pone una questione di riequilibrio degli investimenti. «Nonostante le bollette pagate dai pesaresi gli interventi sulla rete principale del nostro territorio non sono stati fatti per la condotta principale. è un ritorno inferiore, in termini di servizi, che gli abitanti di Pesaro comunque pagano. È giusto investire anche nell’entroterra, ma oggi dobbiamo guardare a ciò che è successo e concentrare le risorse sulle priorità reali, anche sulla base di chi contribuisce maggiormente al finanziamento del servizio. I pesaresi pagano con le bollette una parte importante degli investimenti che è stata destinata maggiormente in altri territorio: ora chiedo un riequilibrio».

«Non stiamo parlando – precisa Biancani – di una condotta che serve solo Pesaro. È un’infrastruttura strategica per gran parte della provincia. E proprio per questo credo che tutti i sindaci debbano condividere la necessità di intervenire».

Biancani spiega anche perché, nonostante la stessa condotta serva diversi Comuni, l’emergenza abbia colpito in modo particolare Pesaro. «In questo periodo i consumi in città aumentano enormemente. C’è il turismo, ci sono le strutture ricettive, i ristoranti e le attività, ma anche decine di migliaia di persone che ogni giorno dall’entroterra raggiungono la città e il nostro mare. Gli altri Comuni possono reggere dei giorni, mentre Pesaro, durante la piena stagione estiva, ha una capacità di tenuta molto più limitata. La sera di venerdì siamo riusciti a mantenere il servizio per 7-8 ore, poi i serbatoi si sono svuotati anche per le successive due rotture sull’acquedotto».

Tra gli interventi già finanziati, oltre ai 22 milioni destinati al rifacimento della condotta, ci sono anche 10 milioni di euro per il raddoppio del principale serbatoio di Pesaro, quello di San Gaetano. «Passeremo dagli attuali 15mila metri cubi di capacità a circa 28mila, quasi raddoppiando la disponibilità. In termini concreti significa avere quasi un giorno in più di autonomia. È un intervento fondamentale, ma dobbiamo lavorare anche per aumentare le nostre possibilità di approvvigionamento».

Biancani ha infatti chiesto a Marche Multiservizi di avviare uno studio per verificare la possibilità di realizzare nuovi pozzi nel comune di Pesaro, così da poter contare su una quantità minima di acqua di scorta direttamente sul territorio. «Fano, che riceve l’acqua dalla stessa condotta, ha potuto contare anche sui propri pozzi e questo le ha consentito di continuare a servire i cittadini. Dobbiamo capire se anche Pesaro può dotarsi di una soluzione analoga, che garantisca una riserva minima in caso di emergenza».

Infine, il sindaco torna a chiedere un intervento sulla disponibilità complessiva della risorsa idrica. «A monte di tutto questo, continuo a sollecitare il presidente dell’Aato ad avviare un’azione molto più incisiva nei confronti della Regione per la pulizia dei tre invasi. Oggi abbiamo avuto un problema causato dalla rottura di una condotta, ma domani potremmo trovarci di fronte a un problema ancora più grave: l’acqua potrebbe non esserci più. La pulizia degli invasi del Furlo, San Lazzaro e Tavernelle non può più essere rimandata».

«Quello che è successo – dice Biancani – deve portarci a una riflessione seria che si trasformi al più presto in fatti concreti. Non possiamo lasciare indietro la rete della costa, che sostiene non solo i cittadini di Pesaro ma un intero bacino provinciale. La priorità è mettere in sicurezza la condotta principale, riequilibrare gli investimenti e costruire una rete capace di affrontare anche le emergenze future, che non saranno solo legate alle rotture ma anche alla diminuzione delle risorse idriche. Nei prossimi giorni formalizzerò questa richiesta all’Aato e mi rivolgerò a tutti i sindaci perché questa diventi una scelta condivisa».

Infine il sindaco sottolinea: «I 22 milioni individuati per il rifacimento della condotta e i 10 milioni di euro per il raddoppio del serbatoio di Pesaro sono sicuramente una prima risposta importante ma non sufficiente per garantire le condizioni di tranquillità della nostra città».

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