Piano rifiuti Marche, Progetto Marche vota contro: “Troppi nodi irrisolti”

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MARCHE – “Quella del termovalorizzatore è una soluzione che è condivisibile, lo diciamo chiaramente come Progetto Marche, ma questa soluzione è stata definita sbagliando modi, tempi e strumenti.

Il Piano presenta un vuoto temporale di pianificazione enorme: l’orizzonte formale è il 2030 ma in realtà pianifica, o prova a pianificare, fino al 2035 senza però che il documento sia stato adeguato a questo scarto.

Il modello di governance è solo enunciato, la transizione all’ATO Unico che ne è un presupposto non è ancora realizzabile in mancanza di una legge che dovrebbe precedere la DACR che è solo un atto amministrativo, i costi per i cittadini non sono quantificati ma sono certo crescenti, il dimensionamento del termovalorizzatore è discutibile, la sua localizzazione delegata in bianco, la tutela delle imprese e delle filiere produttive è stata indebolita anziché rafforzata.

Le scelte attuali rinviano la soluzione dei problemi alla prossima legislatura, consegnando al futuro Presidente della Regione che sarà eletto nel 2030, tutti i nodi irrisolti, anzi aggravati, dal decennio a guida Acquaroli.

Questo Piano è un salto nel vuoto, il “Piano dell’inerzia”, della “Fase transitoria”, dello scarico delle responsabilità sul futuro, il “Piano che non pianifica”.

Come Progetto Marche evidenziamo l’incapacità di esprimere una vera cultura di governo, che non è esercizio retorico ed anche tecnico, seppure ben fatto, ma è progettualità.

Ed un progetto è buono ed utile se è calato nel tempo e nello spazio, se i dati sono reali, se le procedure sono definite, se ci sono certezze. Qui invece siamo nel vago: ed i cittadini pagano sempre di più la Tari, come se non bastasse l’aumento vertiginoso del costo della vita. Pagano di più le imprese, si penalizzano le colture biologiche, che invece andrebbero sostenute.

Questo Piano Rifiuti è come come se acquistassi sulla carta un appartamento, un’abitazione privata: sembra bello, interessante, te lo passano come qualcosa di meraviglioso… ma nel contratto non ci sono i tempi di consegna, non ci sono i costi finali, non si conosce l’impresa costruttrice, non si conoscono le caratteristiche dell’immobile.

Tanto fumo, niente arrosto.

Le Marche non possono permettersi questo stallo, queste procedure indefinite, questi tempi biblici”.

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