Era il 1911, 4 anni prima dell’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra, quando a Orciano di Pesaro nacque la Cassa Rurale Cattolica di Prestiti, società cooperativa in nome collettivo fondata da 26 soci, tra cui 6 sacerdoti, ispirata al modello Wollemborg. L’anno successivo prese vita a Sant’Ippolito una realtà analoga, creata da 16 soci. Dopo oltre mezzo secolo di cammino autonomo, nel 1977, le due banche si unirono, costituendo la Cassa Rurale ed Artigiana di Orciano e Sant’Ippolito. Poi, nuove evoluzioni, con l’assunzione della denominazione, nel 1994, di Banca di Credito Cooperativo di Orciano di Pesaro e Sant’Ippolito e, poi, nel 2005, di BCC del Metauro’, perché nel frattempo i suoi sportelli sono diventati 14, dalla sede orcianese alla filiale di Mercatale, abbracciando l’intera vallata e ponendosi al servizio dei suoi abitanti.
Festeggia i 115 anni dalla fondazione la Banca di Credito Cooperativo del Metauro, con l’iniziativa per soci e clienti “Buon compleanno BCC” in programma per sabato 19 settembre dalle 21,15 alla discoteca “Tris”, a Schieppe di Orciano. “Un appuntamento fondamentale – evidenziano il presidente Camillo Conti e la direttrice generale Gabriella Mariani – per celebrare i valori di cooperazione e vicinanza che ci legano alle istituzioni e ancor prima alle comunità locali”. La serata prevede la presenza di un ospite comico di eccezione, la musica live dell’Orchestra Gianmarco Bugatti e sorprese speciali riservate ai soci. “La mission della BCC – aggiunge il presidente Conti – è quella di essere intermediaria della fiducia dei soci, delle comunità locali, lavorare per la promozione e lo sviluppo complessivo, assicurando un servizio conveniente e personalizzato e favorendo la partecipazione e la coesione. Assumono, così, estrema rilevanza concetti come la promozione dell’occupazione, il miglioramento delle qualità della vita delle attuali e future generazioni e il benessere per la collettività”.
“C’è poi un aspetto di grande importanza: quello legato al mantenimento dei servizi nei piccoli centri dell’entroterra. La digitalizzazione e la costante ricerca di riduzione dei costi perseguita da gran parte degli istituti di credito, ha indotto e induce ancora oggi a chiudere gli sportelli che non hanno volumi di depositi, movimenti e affidamenti in grado di coprire gli ingenti costi di una filiale.
E se è vero – aggiunge Conti – che la crescente diffusione dell’internet banking sopperisce in parte alla mancanza dello sportello fisico, ci sono tante persone, soprattutto nel nostro entroterra, che non hanno dimestichezza con smartphone e computer, per le quali la presenza di una banca è fondamentale. Del resto, meno servizi corrispondono irrimediabilmente a una perdita di appeal dei territori, contribuendo in maniera inesorabile al declino demografico. Ebbene, in questo scenario, le BCC e per quanto riguarda la valle attraversata dal principale fiume delle Marche la BCC del Metauro, per statuto, oltre a fornire servizi bancari, svolgono un ruolo fondamentale di sostegno sociale e culturale alle comunità di appartenenza, assicurando la presenza fisica di filiali e anche di sportelli bancomat in aree in cui è in atto una preoccupante desertificazione”. “E ciò è possibile perché la BCC ha una radicata conoscenza del territorio e anche personale, che è di assoluta rilevanza sulle decisioni di erogare un finanziamento o una misura di sostegno. In un contesto bancario segnato da una crescente digitalizzazione e dalla progressiva chiusura degli sportelli nelle aree interne, la BCC del Metauro rivendica il valore della presenza fisica e della relazione, perché la tecnologia è una grande opportunità, ma non potrà mai sostituire il rapporto umano. Prima dei numeri c’è la comunità”.















