Ordinanza balneare 2026, associazione Nuova Fano: “Così si svuotano le torrette”

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FANO – “Da componente dell’associazione Nuova Fano, ma anche in qualità di bagnino, esprimo forte preoccupazione in merito alle recenti disposizioni della Capitaneria di Porto di Pesaro riguardanti la gestione del salvamento sulle nostre spiagge per la stagione 2026. Disposizioni che si sviluppano attraverso un’ordinanza che coinvolge direttamente anche il litorale fanese e che presenta criticità evidenti, destinate a mettere in discussione l’efficacia stessa del servizio di salvamento. Imporre infatti una presenza continuativa degli assistenti ai bagnanti per l’intera durata di apertura degli stabilimenti, estendendo l’obbligo anche a fasce orarie non strettamente connesse alla balneazione, significa ignorare non solo i limiti fisiologici del personale, ma anche le concrete condizioni operative del settore”.
“Un bagnino stanco è inevitabilmente un bagnino meno lucido, meno reattivo e quindi meno efficace nel garantire la sicurezza. Questa non è una misura che rafforza la tutela dei bagnanti, ma il risultato di una visione burocratica distante dalla realtà delle spiagge”.
“Fano vanta una lunga e consolidata tradizione balneare, costruita negli anni grazie alla professionalità degli operatori del settore. Tuttavia, norme di questo tipo, che aumentano in maniera significativa responsabilità civili e penali senza prevedere alcuna reale flessibilità organizzativa, rischiano di aggravare una problematica già oggi evidente, quella della crescente difficoltà nel reperire assistenti ai bagnanti”.
“La categoria, che soffre già di una forte carenza di personale, con l’estensione obbligatoria dell’orario di servizio rischia di produrre un duplice effetto negativo,  da un lato disincentivare ulteriormente i giovani dall’intraprendere questa professione, dall’altro mettere gli stabilimenti balneari di fronte a pesanti difficoltà economiche e logistiche, costringendoli ad aumentare considerevolmente i costi del personale oppure ad assumere ulteriori operatori, già difficili da reperire. Senza correttivi o forme di maggiore flessibilità, il rischio concreto è quello di ritrovarsi con torrette vuote, stabilimenti impossibilitati a garantire il servizio secondo gli standard richiesti e, paradossalmente, una diminuzione complessiva della sicurezza lungo le nostre coste”.
“Come Nuova Fano chiediamo all’Amministrazione Comunale di farsi carico di questa situazione, come già sta avvenendo in altri comuni coinvolti, portando la questione anche in Consiglio comunale e promuovendo un tavolo di confronto tra la Capitaneria di Porto e le organizzazioni balneari, al fine di individuare una soluzione equa e condivisa al problema”.
Mattia Pollegioni – Nuova Fano 

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