MARCHE – Nelle scorse giornate, la Guardia Costiera ha condotto una vasta operazione di controllo nei principali porti marchigiani, mirata a verificare il rispetto delle norme sulla pesca e sulla tracciabilità dei prodotti ittici. L’attività, coordinata dalla Direzione Marittima – 7° CCAP, ha coinvolto i comandi di Ancona, Pesaro, Fano, Senigallia e Civitanova Marche.
Durante i controlli effettuati nei punti di sbarco delle motovongolare, il personale della Guardia Costiera ha riscontrato numerose irregolarità, elevando complessivamente n. 8 processi verbali amministrativi per un totale di 15.000 euro.
Ad Ancona, sono stati contestati n. 6 illeciti per pesca oltre i quantitativi consentiti, con il sequestro amministrativo di 820 kg di prodotto ittico direttamente a bordo dei pescherecci.
A Civitanova Marche, ulteriori n. 2 verbali hanno riguardato la mancanza della documentazione obbligatoria sulla tracciabilità e provenienza del pescato, con il sequestro di 230 kg di prodotto rinvenuto sia in banchina sia a bordo di un furgone.
Le violazioni accertate fanno riferimento all’art. 10, comma 1, lett. e) e z) del D.Lgs. 4/2012, relative rispettivamente alla pesca oltre i limiti autorizzati e al mancato rispetto degli obblighi di etichettatura e tracciabilità previsti dalla normativa nazionale ed europea.
In totale, l’operazione ha portato al sequestro di 1.050 kg di vongole, ancora vive al momento dell’accertamento. Come previsto dalla procedura, l’intero quantitativo è stato rigettato in mare, garantendo così la tutela dell’ecosistema marino.
La Guardia Costiera conferma che i controlli proseguiranno nelle prossime settimane, con l’obiettivo di contrastare le pratiche illecite e assicurare la corretta gestione delle risorse ittiche, a tutela dei consumatori e dell’ambiente.












