Lanterna Azzurra, slitta la sentenza: perizia sulle balaustre dell’uscita di sicurezza

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ANCONA – Slitta la sentenza d’appello nel terzo processo sulla strage di Corinaldo. Quella che doveva essere una giornata decisiva si è trasformata in un nuovo passaggio istruttorio: la Corte d’appello di Ancona ha disposto una perizia tecnica per approfondire uno dei nodi centrali della tragedia dell’8 dicembre 2018 alla discoteca Lanterna Azzurra. Per quella serata di divertimento trasformata in dramma, costata la vita a cinque adolescenti e a una madre di 39 anni, era atteso l’ultimo capitolo del filone che riguarda i sei membri della commissione di pubblico spettacolo e un tecnico incaricato dai gestori per le autorizzazioni. In primo grado erano stati condannati esclusivamente per falso, mentre erano stati assolti dalle accuse più gravi, tra cui omicidio colposo e disastro.

Al centro dei nuovi accertamenti c’è l’uscita di sicurezza S3 e, in particolare, le balaustre risultate non conformi ai requisiti di altezza e resistenza. Due ingegneri dell’Università Politecnica delle Marche dovranno ricostruire la dinamica e stabilire quanto quelle irregolarità, culminate nel cedimento delle strutture, abbiano inciso sull’esito fatale della fuga scatenata dalla banda dello spray al peperoncino. Una fuga degenerata in una calca incontrollata, una vera e propria trappola umana che ha schiacciato e ucciso sei persone. Una decisione che riapre interrogativi mai del tutto chiariti per i familiari delle vittime, presenti anche in aula. Nel primo processo, infatti, quelle difformità non erano state ritenute determinanti ai fini delle morti. Ora la Corte d’appello chiede di chiarire proprio il possibile nesso causale. L’incarico ai periti sarà conferito il 21 maggio, con tempi di deposito della relazione necessariamente rapidi: la prescrizione si avvicina.

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