“Dopo che il 28 maggio la maggioranza non è stata in grado di garantire il numero legale, facendo di fatto saltare il Consiglio comunale, per rispetto dei cittadini e per dovere di trasparenza ci saremmo aspettati una riflessione pubblica sulle tensioni emerse all’interno della coalizione che governa la città anziché accontentare
FDI che aveva alzato la voce, con 3 deleghe”.
“Si è scelta una strada diversa: introdurre un calendario, tra l’altro con sedute non tali da smaltire interrogazioni ed interpellanze in giacenza, che preveda sistematicamente anche la seconda convocazione, con il conseguente abbassamento del quorum necessario per la validità delle sedute”.
“Una scelta poco rispettosa della centralità del Consiglio comunale e molto discutibile sotto il profilo della correttezza politica e del confronto democratico. Anziché pretendere che chi governa garantisca la piena funzionalità dell’assemblea, si sceglie una soluzione che rischia di trasformare una difficoltà politica in un vantaggio procedurale”.
“È proprio questo che rende incomprensibile la posizione assunta dal Presidente del Consiglio, che dovrebbe essere figura di garanzia dell’intera assemblea e non apparire come parte della soluzione ai problemi della maggioranza. Cavalieri deve essere garante di tutto il Consiglio Comunale e non solo del Sindaco Serfilippi. In una fase segnata da divisioni e fibrillazioni interne al centrodestra, sarebbe stato più opportuno esercitare una rigorosa terzietà, evitando decisioni che finiscono inevitabilmente per alimentare dubbi sulla propria imparzialità”.
“Le opposizioni richiamano il Presidente del Consiglio al pieno esercizio del proprio ruolo istituzionale e continueranno a vigilare affinché il Consiglio comunale resti il luogo del confronto democratico e della rappresentanza dei cittadini, non lo strumento attraverso cui affrontare problemi che appartengono esclusivamente alla maggioranza.
Una nota è stata inviata al Presidente stesso, dal quale attendiamo risposta”.












